BÜRNER – Baptized In Gasoline

Pubblicato il 27/09/2020 da
voto
7.0
  • Band: BÜRNER
  • Durata: 00:40:22
  • Disponibile dal: 30/09/2020
  • Etichetta:
  • Time To Kill Records
  • Distributore: Goodfellas

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Prendete la versione più rockeggiante dei Motörhead, quella che ti entra nel cervello, scende lungo la colonna vertebrale, giù giù fino alla pianta del piede facendola muovere in automatico, e con essa pure la testa in un movimento tanto ritmato quanto sfacciatamente spontaneo. Ora, con i dovuti (in grassetto) paragoni del caso, traslate la maestria del combo inglese in terra scandinava ed avrete i Bürner, terzetto svedese attivo dal 2018 che fa il suo esordio per la Time To Kill Records con il qui presente “Baptized In Gasoline”. L’album, già pronto in primavera, ma rilasciato solo ora per i motivi che tutti ormai conosciamo, è un agglomerato di hard rock nudo e crudo che prende più di uno spunto dai padrini sopra menzionati, non solo dal punto di vista prettamente musicale ma anche per quell’attitudine spudoratamente semplice che, proprio per la sua palese genuinità, lascia sempre il segno nell’ascoltatore. La trama del canovaccio scritto dai Bürner non trova elementi utili a riempire la casella dedicata alle novità tuttavia, sin dal primo riff dell’opener “Hey, Hey” (la strofa è un rimando più soft alla motörheadiana “In The Name Of Tragedy”) una certa guasconeria di fondo prende il sopravvento, trasportandoci con la fantasia in un piccolo pub di periferia per una sana rimpatriata tra amici.
Non bastasse il timbro strumentale ad avvicinare la band svedese alla teste di motore più calde del rock’n’roll, vi è pure l’ugola del chitarrista Björn Ohlson a ricordare in più di un’occasione la voce cartavetrosa e inarrivabile di Mr. Rock’n’roll Lemmy Kilmister. La cosa strana comunque è che, nonostante ognuno dei dodici brani presenti in tracklist inizi con uno stacco rintracciabile in uno qualsiasi dei pezzi realizzati dai Motörhead, la sensazione di trovarsi di fronte ad un gruppo clone del trio britannico, con al microfono magari il sosia stesso di Lemmy (qualcuno ha detto Asomvel?) non trova alcun fondamento. E chi se ne importa se mentre ascolti “Kill You Till You’re Die” la tua mente ti riporta a “Rock Out” o se “8 Milion Reasons To Cry” segue di pari passo l’inizio di “Born To Raise Hell”. Nella loro pur palese ispirazione a coloro che hanno scritto pagine indelebili nella storia dell’heavy metal, e non solo, i Bürner sono riusciti con “Baptized In Gasoline” (pure la cover ha un ‘non so che’ del Warpigs di Lemmy e compagni) a produrre un lavoro che non ha alcuna pretesa di emulazione, regalandoci invece quaranta minuti di pura, semplice e gudurioso hard rock. Pronti a tenere il tempo?

TRACKLIST

  1. Hey Hey
  2. Hammerdown
  3. Kill You Til You're Die
  4. Run Like Hell
  5. Gasoline
  6. Slaughter
  7. The Burner
  8. Don't Fake The Ache
  9. Murder
  10. 8 Milion Reasons To Cry
  11. Rock'n'roll
  12. On The Shitlist
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