BUSH – The Kingdom

Pubblicato il 13/08/2020 da
voto
7.0
  • Band: BUSH
  • Durata: 00:47:07
  • Disponibile dal: 17/07/2020
  • Etichetta: BMG
  • Distributore:

Spotify:

Apple Music:

E quattro. Anche se nell’immaginario collettivo i Bush restano una band squisitamente anni ’90 – come in effetti sono, avendo costruito la propria fortuna sulle macerie del grunge, oltre che sul bel faccino del loro frontman – il computo dei dischi post-reunion ha ormai eguagliato quelli della prima fase di carriera, interrotta bruscamente nel 2001 con il più che valido “Golden State”. Con il solo Gavin Rossdale rimasto come unico membro originale, dopo la recente uscita del batterista Robin Goodridge, non sappiamo se sia stata l’influenza derivante dalla partecipazione a festival metal (come dichiarato dallo stesso Rossdale) o la collaborazione con il produttore/compositore Tyler Bates (autore di numerose colonne sonore, e già al lavoro con Marylin Manson), ma sta di fatto che “The Kingdom” (titolo cambiato più volte, così come la data di uscita) si presenta come uno degli album più solidi nella discografia del quartetto, ponendosi sulla scia di “The Science Of Things” e del già citato “Golden State”. Se già il primo singolo “Flowers On A Grave” e la johnwickiana “Bullet Holes” (giustamente tacciata di somiglianza con “Bullet The Blue Sky” degli U2, ma chissenefrega) facevano ben sperare, la buona novella è che pezzi come la title-track, “Quicksand”, “Send In The Clowns” e “Crossroads” si muovono sulle stesse coordinate, rinfrescando le sonorità alternative rock anni ’90 per cui erano giustamente famosi. Cuoricino assicurato anche per l’unica ballad (“Undone”), e in generale anche il resto della tracklist sembra ‘built to resist’, là dove la produzione più recente (soprattutto il penultimo “Black and White Rainbows”, influenzato dal divorzio in corso con Gwen Stefani) si faceva ricordare per una manciata di singoli e poco altro. Peccato per una copertina abbastanza imbarazzante e i testi un po’ troppo banali, ma si tratta di peccati tutto sommato veniali in un contesto per il resto all’altezza dei lavori storici.

TRACKLIST

  1. Flowers On A Grave
  2. The Kingdom
  3. Bullet Hole
  4. Ghosts In The Machine
  5. Blood River
  6. Quicksand
  7. Send In The Clowns
  8. Undone
  9. Our Time Will Come
  10. Crossroads
  11. Words Are Not Impediments
  12. Falling Away
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.