BUSHI – Bushi

Pubblicato il 13/10/2017 da
voto
7.0
  • Band: BUSHI
  • Durata: 26:40
  • Disponibile dal: 08/09/2017
  • Etichetta: Dischi Bervisti
  • Distributore: Audioglobe

Ben arrivati ai funambolici Bushi. Il progetto nasce da un’idea di Alessandro Vagnoni (Bologna Violenta, Infernal Poetry, Dark Lunacy) e si declina poi con i compagni Davide ‘Scode’ al basso e Matteo Sideri (Ronin) alla batteria e alla voce principale. Le inflessioni di questo debut sono alquanto varie, rendendo il progetto Bushi un mix di esperienze diverse, che vanno dalle astrazioni poliritmiche di certo math rock, all’attacco simil-Primus alle tonalità più scanzonate di Fantomas et similia. Una delle particolarità del disco è sicuramente l’immaginario, non solo di contenuto ma anche di forma e struttura, a cui ci si rifà: il Giappone dei Samurai e della cultura dell’haiku. Il nome stesso del progetto sta proprio ad indicare la forma samurai a cui si collegano tutte le parole chiave dei testi, orientati a quel mondo fatto di coraggio e di fede, così come di decadenza e rassegnazione. Musicalmente non è che questo venga espresso con particolare determinazione, in effetti, e non emerge con nessun aspetto esplicito. Le accordature sono modificate e le ritmiche sono certamente orientate verso un gusto sicuramente peculiare, ma che si rifà certamente ad altre culture, come probabilmente è l’intenzione della band. “The Book Of Five Rings” ricorda infatte le tonalità più proprie di certi Primus che incontrano il riflusso di Mike Patton, riuscendo nell’intento di concepire un prodotto valido principalmente sul piano tecnico-compositivo. I rallentamenti di brani come questo, così come quelli della prima “Rolling Heads”, sono un ottimo segnale di personalità e gusto che rendono questo debut un’introduzione più che interessante verso questo nuovo progetto. Piacevolmente intriganti – e personali – sono quelle tracce come “Typhoon”, a metà tra scanzonatezza e seriosità, variopinta sia dal punto di vista ritmico che da quello d’ascolto, riuscendo nell’intento di risultare intriganti su più livelli d’attenzione. Le triple voci, poi, donano quello spettro di inflessioni che riescono a rendere interessante certe mancanze della voce principale, amplificandone la portata. Poco meno di mezz’ora non è sicuramente in grado di offrire con assoluta determinatezza tutte le potenzialità di questo progetto appena nato, ma è abbastanza per sancirne la validità e per presentare alcune sue preziose intuizioni musicali.

TRACKLIST

  1. Rolling Heads
  2. The Cherry Tree
  3. A Well-Aimed Blow Of Naginata
  4. Runaway Horses
  5. The Book Of Five Rings
  6. Typhoons
  7. Hidden In Leaves
  8. Death Poems
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