7.0
- Band: CAEDES CRUENTA
- Durata: 01:01:17
- Disponibile dal: 12/02/2021
- Etichetta:
- Regain Records
Ufficialmente in attività da quasi vent’anni, ma non esattamente un nome sulla bocca di tutti, i Caedes Cruenta giungono con questo “Of Ritual Necrophagia and Mysterious Ghoul Cults” al traguardo del terzo full-length in carriera. Il gruppo guidato dal cantante/chitarrista Echetleos – ultimamente bassista dei Kawir e mente di vari altri progetti minori del panorama black metal ellenico – si conferma una volta per tutte un vero e proprio tributo alla Grecia extreme metal degli anni Novanta, proponendo un sound che attinge a piene mani dalle pietre miliari di quel periodo, sia a livello di stile musicale che di resa sonora. Tra vertiginose progressioni verso un’epicità impetuosa, influenze etniche e strutture che alternano momenti di melodia classic metal e accelerazioni brucianti, “Of Ritual…” in ampi tratti riesce ad apparire come un prodotto di quegli anni sotto ogni punto di vista. All’avanzare dell’ascolto, balzano all’orecchio, evidenti, la passione e la maestria compositiva di Echetleos e dei suoi compagni (fra cui spicca il batterista Giannis Votsis, già con Thou Art Lord ed Embrace Of Thorns, fra i tanti), musicisti a tutto tondo che riescono a muoversi in un genere ormai ampiamente codificato con notevole disinvoltura.
Siamo ovviamente lontani dalle contorte sperimentazioni sonore oggi tanto in voga in certi circuiti underground: i Caedes Cruenta guardano esclusivamente alla tradizione black metal del loro paese, interpretandola senza uscire dal seminato e, al tempo stesso, facendo leva su un furore che a volte sfocia in un misticismo pastorale e in una solennità estatica corale. Tale fanatismo, tuttavia, porta anche a qualche pecca: in primis la durata eccessiva di alcuni episodi, i quali tendono ad allungarsi e a ripartire per un ultimo assalto anche quando tutto è ormai già stato detto; quindi, la scarsa personalità del riffing di chitarra, che in alcuni punti non va molto oltre un competente rimaneggiamento del motivo portante di una “The Sign Of Evil Existence”. Detto ciò, l’amore per queste sonorità e l’esaperazione del tradizionalismo diventano palpabili a tal punto da coinvolgere e da spingere con forza verso una via di fuga che è energia liberatoria e che fa storia a sè. I Caedes Cruenta, insomma, portano a casa il risultato con una formula per certi versi sorpassata, ma che risulta interpretata con esperienza e sufficientemente curata nei propri punti chiave. In attesa del ritorno dei Varathron, un ascolto è più che consigliato.
