CALIBAN – Ghost Empire

Pubblicato il 20/01/2014 da
voto
6.0
  • Band: CALIBAN
  • Durata: 00:48:04
  • Disponibile dal: 27/01/2014
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Con i Caliban uno non sa mai che pesci prendere. I metalcorer teutonici agli inizi della loro ormai ultradecennale carriera hanno inanellato una dietro l’altra opere di caratura davvero notevole, opere che sono riuscite a farli assurgere fra i pionieri del metalcore made in Europe, insieme ai connazionali Heaven Shall Burn. Nel recente periodo (diciamo negli ultimi cinque-sei anni) i Nostri sembrano però aver perso quell’estro compositivo che aveva caratterizzato i lavori precedenti, andando semplicemente a campare di rendita cavalcando la lunghissima onda metalcore che sembra ancora non volersi arrestare. Ecco che abbiamo avuto, in ordine, il discreto “The Awakening”, il piattissimo “Say Hello To Tragedy” ed, infine, l’inconsistente “I Am Nemesis”, tutti episodi che li hanno mantenuti comunque su livelli medio-alti di popolarità. Date le premesse iniziali, qui in redazione tutti aspettavano la band di Hattingen al varco, sperando finalmente in un guizzo finale principalmente di orgoglio che solo i grandi hanno. Ma sembra che nemmeno questa sia la volta buona. Andiamo con ordine, però: già dall’opener “King” capiamo come la band abbia deciso di continuare a muoversi su quelle coordinate “americane” verso le quali i Nostri hanno virato nel corso degli ultimi due lavori, sposando un sound che ricorda molto da vicino i Bring Me The Horizon. Anche la nuova impostazione vocale di Andy Dörner si avvicina molto allo yelling di Sykes, in alcuni frangenti. La seconda traccia riprende quanto proposto dalla band su “I Am Nemesis”, andando a rispolverare quel metalcore dal chorus anthemico che tanto piace ai giovani. Con la terza traccia, i tedeschi cominciano ad alzare il tiro: “Wolves and Rats” risulta un pezzo molto coinvolgente, sia per l’utilizzo sapiente che si fa del downtuning all’interno della canzone, sia per il sapore gradevolmente oscuro di certe armonizzazioni utilizzate. “Nebel”, quarto episodio del platter, è stata una gradita sorpresa. Primo pezzo nella storia della band interamente cantato in tedesco, ripropone quel metalcore ultramelodico che ha fatto la fortuna della band. Il pezzo, grazie al suo chorus catchy quanto basta, riesce a strapparci più di qualche ondeggiamento cervicale. Mentre la successiva “I Am Ghost” passa senza lasciare alcuna traccia significativa in noi, è con “Devil’s Night”, singolo promozionale della band, che abbiamo la prima vera delusione di questi Caliban 2014. Il pezzo in questione è di un piattume imbarazzante, andando ad ambire ad una corposa rotazione radiofonica puntando tutto su un ritornello zuccherino che rende il pezzo sterile ed innocuo. Dopo “Your Song”, pezzo tutto sommato senza infamia e senza lode, giungiamo finalmente a “Cries and Whispers”, dove fortunatamente i Nostri ci ricordano di cosa sono capaci. La song in questione ci riporta ai fasti di un “The Opposite From Within”, cosa che ci fa storcere ancora di più il naso poiché ci ricorda che abbiamo a che fare con quelli che sono ormai dei veterani della scena. Il resto del platter si attesta invece su livelli di sufficienza, non aggiungendo nulla di nuovo a quanto proposto dalla band finora, nonostante la bonus track “Falling Downwards” che vede ospite Matt Heafy dei Trivium. La band con questo full length raggiunge la nona release e, purtroppo, una tale prolificità non combacia con un altrettanto alto livello qualitativo. Il voto finale rispecchia il percorso di una band che di rado si è staccata dalla propria comfort zone, ed è più una sconfitta che altro per un gruppo di questa caratura, il quale ci ha dimostrato in passato di avere un potenziale che mai ha realmente sfruttato. “Il ragazzo è intelligente, ma non si applica”.

TRACKLIST

  1. King
  2. Chaos – Creation
  3. Wolves And Rats
  4. nebeL
  5. I Am Ghost
  6. Devil’s Night
  7. yOUR Song
  8. Cries And Whispers
  9. Good Man
  10. I Am Rebellion
  11. Who We Are
  12. My Vertigo
  13. Falling Downwards
5 commenti
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