CALIBAN – I Am Nemesis

Pubblicato il 15/02/2012 da
voto
6.0
  • Band: CALIBAN
  • Durata: 00:45:21
  • Disponibile dal: 06/02/2012
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

I Caliban – pare incredibile! – arrivano all’elevata quota di otto album in studio con il nuovo di pacca “I Am Nemesis”, seconda chance concessa dalla Century Media dopo il precedente, non esattamente brillantissimo, “Say Hello To Tragedy”. Dopo il pressoché inutile EP di cover “Coverfield”, Andreas Doerner, Marc Goertz e compari, stando alle note promozionali, paiono essersi rimboccati le maniche in sede di songwriting e sala prove, dedicandovisi a lungo, in modo da riuscire a presentarsi all’appuntamento con questa release con un prodotto finalmente degno del loro ex-prestigioso nome, almeno in ambito metal-core. E, considerato il decadimento del genere suddetto – in piena fase only the strong survive – “I Am Nemesis” assume le sembianze di punto di non ritorno per il quintetto di Essen. E che dire, quindi? Album ovviamente curato, ma over-prodotto neanche tanto bene; tracklist troppo pregna di brani per evitare la presenza di almeno due-tre filler; il pesante intestardirsi con le clean vocals stucchevoli e mielose che tanti strali hanno riservato alla band in questi anni, soprattutto dal vivo; una varietà compositiva sproloquiata a parole in sede di biografia, ma che non rispecchia con misura la realtà di “I Am Nemesis”, lavoro che si barcamena tra l’insufficienza e l’abbondante sufficienza fluttuando a cavallo tra picchi di noia e buone tracce. L’opener “We Are The Many” è certamente il brano più valido del platter, con un appeal live molto marcato e soprattutto un’ossatura che mescola il metal-core classico e tellurico al nu-metal più saltellante, proponendo azzeccati arrangiamenti di tastiera. Le orchestrazioni presenti in “The Bogeyman”, curate da Marcel Neumann dei folli We Butter The Bread With Butter, sono un bell’esempio di sperimentazione in casa Caliban, così come “Edge Of Black” e “This Oath” presentano leggerissimi flavour dark che non dispiacciono. I breakdown, anche se triti e ritriti, restano uno dei punti di forza dei germanici, mentre basta ascoltare l’intermezzo corale emo-core in “Memorial” per strapparsi le ciglia dal fastidio. Insomma, ci troviamo un’altra volta a dover criticare con severità l’operato di una band che pare comunque mantenersi stabile nei piani medi del metal-biz moderno: il supporto di etichette e fan ancora non è venuto loro meno, quindi accontentiamoci della nuova opera e andiamo avanti; certo i fedelissimi del gruppo non resteranno troppo delusi.

TRACKLIST

  1. We Are The Many
  2. The Bogeyman
  3. Memorial
  4. No Tomorrow
  5. Edge Of Black
  6. Davy Jones
  7. Deadly Dream
  8. Open Letter
  9. Dein R3.ich
  10. Broadcast To Damnation
  11. This Oath
  12. Modern Warfare
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