CALLIGRAM – The Eye Is the First Circle

Pubblicato il 10/04/2020 da
voto
6.0
  • Band: CALLIGRAM
  • Durata: 00:35:01
  • Disponibile dal: 10/04/2020
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Da Londra, città notoriamente multietnica e teatro di innumerevoli incontri artistici, ecco giungere i Calligram con la loro prima prova sulla lunga distanza, seguito di un paio di EP rilasciati nel circuito prettamente underground fra il 2016 e il 2018. Una formazione a tutti gli effetti internazionale, con membri provenienti da Brasile, Francia, Italia e Regno Unito, che grazie al supporto di una label ‘di peso’ come la Prosthetic Records può oggi ambire a fare sul serio e a ritagliarsi uno spazio maggiore nel calderone black/hardcore dei nostri tempi, sebbene – ci teniamo a sottolinearlo da subito – carisma e interpretazione non siano esattamente paragonabili a quelle dei migliori act del settore.
Ma partiamo dai punti di forza: se si guarda la forma, “The Eye Is the First Circle” non può che essere definito un prodotto competitivo, con una resa sonora azzeccatissima a cura di Lewis Johns (Conjurer, Hexis), pezzi che rispettano appieno le regole del filone e un corollario di testi che, una volta tanto, aggiunge valore e profondità all’insieme, contribuendo a dipingere scenari di inedia metropolitana in cui sprofondare durante l’ascolto. È l’efficacia del songwriting, la capacità dei riff di imprimersi nella memoria e non confondersi tra loro, a venire meno in diverse sezioni della tracklist, quasi come se i ragazzi, in preda al loro furore, avessero trascurato aspetti come dinamismo e caratterizzazione. Vero che questo è un limite comune a molte realtà intente a maneggiare lo stile di The Secret, Tempest, Young And In The Way e compagnia rutilante, ma qui – complice la penuria di rallentamenti e melodie – guitar work e sezione ritmica finiscono un po’ troppo spesso per sfociare in un assalto tanto veemente quanto sfocato, di sicuro più adatto alla resa live che a quella in cuffia.
Va da sé che l’opera si configuri come il più classico dei lavori ‘for maniacs only’, paragonabile (almeno concettualmente) agli sforzi dei suddetti Hexis: l’attitudine non manca, la conoscenza della materia neppure, ma difficilmente – a patto di non stravedere per certe sonorità – vi ritroverete a dedicarci troppo tempo.

TRACKLIST

  1. Carne
  2. Serpe
  3. Vivido Perire
  4. La cura
  5. Kenosis
  6. Anedonia
  7. Pensiero Debole
  8. Un dramma vuoto e insanabile
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