CALVARIUM – The Skull Of Golgotha

Pubblicato il 15/02/2004 da
voto
7.0
  • Band: CALVARIUM
  • Durata: 00:40:25
  • Disponibile dal: 21/01/2004
  • Etichetta: Dynamic Arts Records
  • Distributore: Masterpiece

I Calvarium sono l’ennesima band finlandese nata dall’unione di due ex di lusso: Veilroth basso/chitarra (ex membro degli Alghazanth e ora attualmente in forza ai Behexen) e Lord Sargofagian (ex Satanic Warmaster) alla batteria. Il cantato è opera invece di tale Molestor Katodus, classico screaming black metal dal timbro simile a tantissimi altri singer del genere. Il gruppo suona black metal con spruzzate sinfoniche, e questo debut “The Skull Of Golgotha” è indubbiamente un album valido. Interessante notare che ovunque ci sia lo zampino di un membro dei Behexen, il risultato è sempre positivo (i Sargeist ne sono un altro esempio). La produzione è compatta, i suoni ovviamente sono puliti ma anche molto freddi, e per fortuna non danno mai l’idea di essere in qualche modo plastificati e, pur essendo molto effettati, riescono a convincere l’ascoltatore e a donare potenza alla musica dei Calvarium. Il cd non è indimenticabile, ma si deve riconoscere al terzetto finlandese la dote di aver un buon gusto per la musica. Forse questo buon gusto è la salvezza del gruppo, perché le doti non sono eccelse; a ben ascoltare, “The Skull Of Golgotha” è monolitico per via di un songwriting abbastanza simile in tutte le canzoni, e che soprattutto è tutt’altro che originale. E’ un po’ il discorso che si può fare con gli svedesi Blodsrit: sembra musica già sentita, la loro, però l’ascolto è piacevole e i riff di chitarra sono a tratti pregevoli. Tra “Dedication In Misanthropy” e “Morbid Hordes Revenge” ci si potrebbe persino confondere ed entrambi i brani ricordano altri gruppi scandinavi del passato. Le venature sinfoniche sembrano un netto retaggio degli Alghazanth che Veilroth sembra portarsi ancora dietro. Qualcosa di già sperimentato e già sentito, ma la qualità delle song salva i Calvarium da un brutto tonfo e la neonata Dynamic Arts Records può vivere sogni tranquilli con l’uscita di questa sua band. “Horns Of Hate” è forse la canzone meno personale, ma forse alla fine è il miglior brano del cd a testimonianza del paradosso che convive in certe realtà musicali estreme. Un album senza dubbio da ascoltare, che difficilmente ci lascerà delusi. Tuttavia, i Calvarium non aggiungono davvero nulla…

TRACKLIST

  1. three nails and the hammer of satan
  2. Horns Of Hate
  3. Jumalviha
  4. Death Worship
  5. siunatum surma
  6. morbid hordes revenge
  7. herramme on saapuva
  8. dedication in misanthropy
  9. suicide manifesto
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