4.0
- Band: CANI RADAR
- Durata: 00:31:46
- Disponibile dal: 01/11/2012
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Ci piace immaginare che Tommy Talamanca dei Sadist abbia prodotto questo “Cani Radar” dell’omonima band genovese per pura sopravvivenza, perché se così non fosse comincerebbe a vacillare la nostra stima per un tale pezzo da novanta del metal tricolore. Questo perché ci è capitato di rado di ascoltare album (o demo) così raffazzonati, approssimativi, fastidiosi. Partiamo dal genere: un’accozzaglia indefinita del peggior alternative pop/rock tricolore, mischiato con dosi di Incubus e Alice In Chains. Sulla carta potrebbe essere una bomba, ma la realtà è ben diversa, come avrete intuito: non si possono ascoltare dei cori stonati addirittura in bella mostra in apertura dell’album: questo vuol dire che la band manca di autocoscienza, di capacità di giudizio. La direzione musicale è quantomeno confusa, e la tentazione di inseguire strade più commerciali è sempre dietro l’angolo, dimenticando quanto sia difficile azzeccare anche in questo senso qualcosa di interessante. Otto pezzi che definiremmo un disastro, spruzzati di testi dozzinali (se voleste farvi scrivere una poesia romantico-intellettualoide da un fresco reduce dell’Oktoberfest quando ancora l’alcool scorre nelle sue vene otterreste risultati migliori), e prodotti neanche troppo bene (come vedete abbiamo evitato di parlare del monicker perché ormai sarebbe come sparare sulla Croce Rossa). Non ci siamo proprio, e francamente non immaginiamo niente di decente all’orizzonte. Forse è meglio lasciar perdere i pezzi originali e riciclarsi come cover band.
