CARACH ANGREN – Franckensteina Strataemontanus

Pubblicato il 20/06/2020 da
voto
6.0
  • Band: CARACH ANGREN
  • Durata: 00:50:41
  • Disponibile dal: 26/06/2020
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Vorrebbero essere l’equivalente musicale della Hammer, casa di produzione cinematografica imprescindibile per qualsiasi amante dell’horror vintage, ma tutt’al più potrebbero essere accostati alla Blumhouse dei vari “Paranormal Activity” e “Insidious”. Ecco come si presentano i Carach Angren nel 2020, freschi reduci da uno split non privo di insinuazioni sull’etica artistica del gruppo da parte del batterista Namtar e con un album sulla rampa di lancio – il sesto in carriera – che saprà dire parecchio sul loro futuro, in un modo o nell’altro. Già, perchè con “Franckensteina Strataemontanus” il processo di smussamento e ammorbidimento del sound iniziato ormai otto anni fa con “Where the Corpses Sink Forever” raggiunge il proprio culmine, imboccando una via del non ritorno che, se da un lato intercetterà una fetta di pubblico decisamente più ampia, dall’altro risulterà quasi certamente indigesta e/o troppo kitsch per i fan di un “Cruelty and the Beast” o di un “Enthrone Darkness Triumphant”.
Intendiamoci, la scelta di risultare maggiormente accessibili non rappresenta di per sé un contro: gente come Behemoth, Tribulation e Watain ha sfornato alcuni dei suoi lavori più interessanti sull’onda di propositi analoghi, ma senza mai scadere nell’appiattimento del songwriting o nella pacchianeria; l’ex trio di Landgraaf, invece, finisce per fraintendere i concetti di orecchiabilità e immediatezza con una gamma di soluzioni stilistiche che, tolta la convincente performance al microfono di Seregor, sanno spesso e volentieri di maldestro. Racchiusi in una produzione bombastica e simil-digitale, gli undici episodi della tracklist suonano come un frullato a base di extreme metal sinfonico e thrash pensato più per un fan di ultimi Arch Enemy e Amon Amarth che per un discepolo di Dani Filth dei tempi d’oro, banalizzando con il passare dei minuti quanto fatto sul ruffiano ma godibilissimo “Dance and Laugh Amongst the Rotten” (2017). Uptempo dall’incedere blando, ‘midtemponi’ da festival estivo tedesco e orchestrazioni semplicistiche la fanno da padrone fin dall’opener “Scourged Ghoul Undead”, e da lì come detto non si torna più indietro, con i singoli “Monster” e “Der Vampir von Nürnberg” a dare voce alle atmosfere mai davvero insalubri dell’opera.
Certo, la confezione è curatissima, l’esperienza degli interpreti si sente tutta, e qualche brano gradevole c’è (“Operation Compass”, “Skull with a Forked Tongue”, “Frederick’s Experiments”), ma in generale i Carach Angren di “Franckensteina Strataemontanus” fanno più che altro alzare il sopracciglio. Proprio come i jumpscare delle suddette saghe horror.

TRACKLIST

  1. Here in German Woodland
  2. Scourged Ghoul Undead
  3. Franckensteina Strataemontanus
  4. The Necromancer
  5. Sewn for Solitude
  6. Operation Compass
  7. Monster
  8. Der Vampir von Nürnberg
  9. Skull with a Forked Tongue
  10. Like a Conscious Parasite I Roam
  11. Frederick's Experiments
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