CARAVELLUS – Inter Mundos

Pubblicato il 21/06/2022 da
voto
9.0
  • Band: CARAVELLUS
  • Durata: 01:13:28
  • Disponibile dal: 17/06/2022
  • Etichetta:
  • Rockshots

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Il Brasile ci ha abituati spesso a band che hanno elaborato uno stile nel quale mescolavano il metal con musica tipica della loro tradizione: pensiamo, giusto per fare qualche esempio, a quanto hanno fatto i Sepultura in ambito thrash o gli Angra con il power metal. I Caravellus proseguono questa tradizione, inserendo nel loro stile, di matrice decisamente prog metal, contaminazioni ed influenze molto varie, tra fusion, prog rock e musica tipicamente brasiliana, in grado di inglobare ritmi e danze caratteristici del Nord-Est del Paese (che è la zona di loro provenienza), come maracatu, ciranda, frevo o coco de roda.
La band si forma nel 2002 per iniziativa del chitarrista Glauber Oliveira e non è stata caratterizzata finora da grande stabilità, se si considera che la line-up è cambiata di continuo (ad eccezione di Gluaber e del tastierista Daniel Felix) e che questo è appena il loro terzo full-length in vent’anni. “Inter Mundos” (questo il titolo del disco) è un concept album, con una storia che vede protagonista un personaggio di nome Arteiro, il quale si trova faccia a faccia con la morte,comparsagli con l’aspetto del giaguaro Caetana, accompagnata da tre rapaci, Sombrifogo, Caintura e Malermato, come immaginata da uno scrittore brasiliano, Ariano Suassuna e come raffigurata, del resto, nella stessa copertina del disco.
Ogni traccia rappresenta dunque una parte di questa storia e viene sviluppata attraverso tracce di raffinatissimo e tecnicissimo metal prog, come dicevamo in apertura con contaminazioni varie, tanto che, accanto ad ospiti dal background tipicamente metal come Felipe Andreoli (Angra), Derek Sherinian (Sons Of Apollo, ex Dream Theater), Hugo Mariutti (Shaman), John Macaluso (ex Malmsteen, Ark, Labyrinth, TNT e tantissimi altri), Daìsa Munhoz (Vandroya, Soulspell), Daniela Serafim (Invisible Control), compaiono anche altri musicisti di diversa estrazione come Elba Ramalho (cantante e attrice molto celebre in Brasile) e Claudio Rabeca.
Al di là della traccia di apertura, “Visagem”, di certo molto particolare, l’inizio dell’album sembra tendere verso un classico (e già di per sè molto valido) prog metal: la band dissemina però vari elementi del proprio sound man mano che la tracklist prosegue, riuscendo ad incuriosire sempre più l’ascoltatore: così, ad esempio, in “While I’m Still Here”, già emergono più decise caratteristiche sonorità brasiliane e “Memento Mori” è cantata in parte in portoghese. Proseguendo con l’ascolto, ci si rende sempre più conto però di quanto davvero “Inter Mundos” riesca ad essere originale, ben suonato e ben concepito: nulla è mai scontato e ogni traccia finisce per lasciare letteralmente a bocca aperta. Prendiamo ad esempio “Incantation”, dove ad una prima parte nella quale si avvertono forti influenze dei Symphony X in particolare, ne segue una seconda che dimostra tutto l’estro e la bravura della band brasiliana o in “Insurrection”, un brano apparentemente di classico prog metal, dove compare all’improvviso una parte cantata quasi in rap. La title-track è poi veramente sensazionale, genialità allo stato puro, per non parlare dei momenti successivi, davvero da brividi. Peraltro, va evidenziato, altresì, come il loro virtuosismo non si tramuti mai in mera e fredda tecnica: al contrario, la maggior parte dei brani trasuda un calore e dei colori tipicamente latini, capaci di non lasciare indifferenti. I Caravellus ci hanno letteralmente stupiti, in tutta sincerità non ci saremmo mai aspettati un disco di questo livello: veramente bravissimi.

TRACKLIST

  1. Visagem
  2. Knight Of The Sun
  3. Panis Et Circenses
  4. Triumvirate
  5. While I'm Still Here
  6. The Ambush
  7. Memento Mori
  8. Incantation
  9. Elegia
  10. Insurrection
  11. Inter Mundos
  12. Ouroboros
  13. So Near, So Far
  14. Vynno D'Agua
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