CARNAGE – Dark Recollections

Pubblicato il 01/01/2013 da
voto
8.5
  • Band: CARNAGE
  • Durata: 00:38:13
  • Disponibile dal: 05/02/1990
  • Etichetta:
  • Necrosis Records

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In una vecchia recensione per “I Bellissimi” di Metalitalia.com – quella di “Like An Ever Flowing Stream” dei Dismember – abbiamo brevemente accennato ai Carnage, meteora della primigenia scena death metal svedese. D’altra parte, pare proprio impossibile non menzionare gli uni o gli altri, quando si tratta di parlare dei primi passi di quel coacervo di ragazzi esagitati, audaci musicisti e avidi ascoltatori che costituiva il circuito underground di Stoccolma e dintorni nei tardi anni ’80 e nei primi ’90. I Carnage nacquero nel 1989 per volontà dell’allora giovanissimo Michael Amott, ragazzo schivo, nato da padre inglese e madre svedese, che, come tanti altri suoi coetanei, aveva scoperto un vero e proprio mondo sotterraneo grazie alle prime cassette realizzate da gruppi come Repulsion, Morbid Angel, Carcass e Napalm Death. All’epoca serviva poco per fondare una band: strumenti adeguati e preparazione tecnica passavano in secondo piano rispetto a comunione di intenti, desiderio di dire la propria e sano entusiamo giovanile. Nel giro di poco, Amott si ritrovò quindi a essere a capo dei Carnage, combo assemblato con un pugno di ragazzi di periferia (tra cui segnaliamo Johan Liiva, che divenne il primo cantante degli Arch Enemy una manciata di anni dopo). Un primo demo venne confezionato nei primi mesi di attività, ma fu solo con l’entrata in lineup del batterista/chitarrista Fred Estby, proveniente dai ben più agguerriti Dismember, che le cose iniziarono a prendere una piega un po’ più seria e professionale. I Carnage sino ad allora avevano provato a esprimersi tramite un death-grind primordiale, lasciandosi influenzare pesantemente dagli emergenti Carcass; Estby, “metallaro” più esperto e ambizioso, portò invece una ventata di novità sottoforma di un lavoro di chitarra maggiormente metallico e spigoloso, strutture più elaborate e un drumming sì essenziale, ma ben più incisivo di quello udibile nel primo demo-tape “The Day Man Lost”. Estby aveva visto in Amott il partner ideale per riuscire a completare e pubblicare il primo album della propria carriera: i Dismember stentavano a decollare in quel periodo e il Nostro probabilmente era geloso dei progressi compiuti dall’amico Nicke Andersson con i Nihilist/Entombed. Serviva una sterzata e Amott pareva essere l’unico in circolazione in grado di garantire impegno e serietà a sufficienza per raggiungere l’obiettivo. Estby, insomma, sciolse i Dismember per puntare tutto sui Carnage. Evidentemente, per dei teenager immersi a pieno in un ambiente creativo e perennemente in fermento come quello della originaria scena death metal di Stoccolma, attendere qualche mese significava perdere una vita, quindi Estby, Amott e con loro una lineup ravvivata, comprendente i nuovi arrivati Matti Kärki (Carbonized) e David Blomqvist (anch’egli transfuga dei Dismember), entrarono in studio pur non avendo esattamente abbastanza materiale per un full-length. “Dark Recollections” venne registrato nei noti Sunlight Studios nel febbraio 1990: a un pugno di brani inediti e di “riciclaggi” dal demo “Infestation Of Evil”, i Nostri affiancarono quattro vecchi pezzi dei Dismember, in modo da raggiungere una durata decorosa (quaranta minuti scarsi). Per questo motivo, a molti “Dark…” potrà sembrare una sorta di “versione beta” del succitato debutto ufficiale dei Dismember (uscito nel 1991): d’altronde lo stile è simile, i musicisti coinvolti nelle registrazioni sono per lo più i medesimi e la produzione segue i rigorosi dettami dei Sunlight – come, tra l’altro, quasi tutte le uscite “Stockholm death metal” del periodo. Poco, insomma, differenzia l’album dei Carnage da “Like An Ever Flowing Stream”. Ma ciò è effettivamente una debolezza? No di certo, a nostro avviso. Dopo tutto, stiamo parlando di una pietra miliare del genere: essere accostata ad essa, per quanto ci riguarda, non può che essere un complimento. Lo stesso avviene quando “Like…” viene paragonato al monumentale “Left Hand Path” degli Entombed. Se perciò dovessimo menzionare i migliori swedish death metal album di sempre, di sicuro non ci dimenticheremmo di “Dark Recollections”, perla che si pone appena sotto i succitati, più noti, capolavori. Come sottovalutare l’arrembante “Torn Apart”, il groove possente di “Gentle Exhuming”, gli stop’n’go di “Infestation Of Evil” o il deragliamento totale di “Deranged From Blood”? La combinazione terrificante del growling imbestialito di Kärki, del riffing e degli assoli acidi di Amott/Blomqvist e del drumming senza fronzoli di Estby sforna una hit dopo l’altra. Stiamo parlando di brani che appunto non sfigurerebbero affatto in un “Like An Ever Flowing Stream”. La coppia Amott/Estby e i loro compagni tirano fuori in queste dieci tracce tutta la loro fame e tutto il loro impeto da adolescenti, producendo una tracklist feroce e incompromissoria sotto ogni aspetto; un vero uragano di chitarre-motosega che rimarrà purtroppo il solo testamento sulla lunga distanza dei Carnage, dato che, poco dopo aver consegnato il master del disco a Jeff Walker dei Carcass – allora responsabile della piccola Necrosis Records, sussidiaria della Earache – Amott decise di unirsi a questi ultimi, che all’epoca erano alla ricerca di un secondo chitarrista per completare la formazione. I Carnage, in pratica, si sciolsero ben prima di poter raccogliere i frutti del loro operato, tanto che Estby, Blomqvist e Kärki, rimasti spiazzati dal leader della loro band, furono costretti a rimettere in moto i Dismember. Ciò, comunque, mise la scena death metal internazionale e i suoi appassionati nella situazione di poter contare subito su un’altra realtà di altissimo livello e oggi crediamo che ben pochi possano dirsi dispiaciuti per una tale svolta degli eventi. “Dark Recollections” è e rimane un lavoro essenziale per tutto il filone, che peraltro possiede un’aura da cosiddetto “album di culto”: è un disco che è invecchiato bene e che ancora oggi – soprattutto in questo periodo di profondo revival di un certo modo di intendere il death metal – detta legge su svariati fronti. Se amate il genere, ma non vi siete mai spinti oltre i “soliti” nomi, i Carnage e il loro unico full-length devono rappresentare una tappa obbligata nella vostra opera di approfondimento.

N.B.: i credit dell’album riportano Johnny Dordevic al basso, ma in realtà le parti di tale strumento vennero incise dai chitarristi. Curioso rilevare come Dordevic sia stato un “membro fantasma” anche su “Clandestine” degli Entombed: in quel caso venne indicato come cantante, ma, come noto, non registrò alcunchè sul disco. Tutte le linee vocali sono infatti opera di Nicke Andersson.

TRACKLIST

  1. Dark Recollections
  2. Torn Apart
  3. Blasphemies Of The Flesh
  4. Infestation Of Evil
  5. Gentle Exhuming
  6. Deranged From Blood
  7. Malignant Epitaph
  8. Self Dissection
  9. Death Evocation
  10. Outro
2 commenti
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