7.5
- Band: CARNAL TOMB
- Durata: 00:44:51
- Disponibile dal: 26/07/2019
- Etichetta:
- Testimony Records
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A tre anni di distanza dal debut album “Rotten Remains”, i Carnal Tomb sbarcano in casa Testimony Records con il secondo disco della loro carriera. I death metaller tedeschi sin qui sono rimasti tutto sommato nelle retrovie, non riuscendo a godere dello stesso hype che ha invece baciato altre formazioni simili, ma probabilmente le cose inizieranno a cambiare dopo l’uscita di questo nuovo lavoro, alfiere di un songwriting dal respiro più ampio e di un’interpretazione certamente più personale. Senza dubbio, “Abhorrent Veneration” riprende stilisticamente il percorso lasciato in sospeso con il primo album, utilizzando come fondamenta il death metal putrido e ciondolante caro agli Autopsy di “Mental Funeral”, tuttavia l’incedere stentoreo di alcuni midtempo e la vigorosità di certi riff portanti iniziano ora a ricordare i Grave dei primi due dischi, mentre delle digressioni strumentali particolarmente sinistre arrivano a scandagliare fondali doom, trasformando canzoni in principio esuberanti in evanescenti jam che fluiscono su tonalità sempre più amare e desolanti.
Nonostante i Carnal Tomb siano apprezzati e conosciuti soprattutto fra gli amanti del moderno filone old school più schietto e diretto, grazie in primis al taglio Swedish del debut album (dopo tutto anche il loro nome è ispirato ad un brano di “Pieces” dei Dismember), in questo caso a risultare più efficaci e interessanti sono le esplorazioni musicali più pesanti e drammatiche, dove i registri arrembanti vengono alternati a trame maggiormente ragionate e dalla struttura ben definita, le quali possono ricordare ora i Vanhelgd, ora i Paradise Lost di “Lost Paradise”. Certo, il tutto resta sempre e comunque avvolto da una produzione sporca che tende a sottolineare soprattutto i momenti più crudi, ma è piuttosto semplice notare come la durata media dei brani si sia allungata per fare spazio a degli sviluppi elaborati e che le due chitarre ora riescano a disegnare regolarmente qualche mantra inquieto ed oscuro, gettando sullo sfondo ombre minacciose che conferiscono ulteriore spessore all’opera.
“Abhorrent Veneration” apre dunque scenari futuri per la band: che sia arrivato il momento di mettere da parte del tutto i pezzi più lineari e diventare un gruppo ancora più sfuggente? Chissà… intanto la via di mezzo di questo secondo album è sicuramente interessante e ci porta a rivalutare non di poco la portata dei Carnal Tomb.
