CARNIVORE A.D. – Transmutation

Pubblicato il 31/03/2026 da
voto
4.0
  • Band: CARNIVORE A.D.
  • Durata: 00:15:44
  • Disponibile dal: 27/03/2026
  • Etichetta:
  • Apostasy Records

C’è stato un tempo in cui i progetti artistici esistevano fin a quando c’era qualcosa da dire. Fino ai primissimi anni ’00 era normale che un gruppo rimanesse insieme solo se un discorso artistico aveva senso, per poi passare ad altro.
In seguito è iniziata l’era delle reunion, che possiamo dividere in due fasi: una iniziale, in cui i vecchi membri tornavano quasi tutti insieme ed effettivamente riprendevano l’attività, con risultati altalenanti ma credibili (possiamo citare ad esempio Exodus, Asphyx, Suffocation, Obituary) e quella attuale, affermatasi nel corso degli ultimi dieci anni, in cui basta anche solo un membro storico e tutte persone a caso per ritirare fuori un vecchio moniker e portare in giro un carrozzone – il quale, spesso, lascia molto a desiderare in termini di resa.

Con questo primo EP dei Carnivore A.D. possiamo inaugurare una terza fase: quella in cui conta un surrogato del nome storico come motivazione per registrare un nuovo materiale. Stiamo parlando della nuova incarnazione dei Carnivore, band seminale per certo sound di New York degli anni ’80 guidata da Peter Steele.
Ciò che troviamo in album come il debutto omonimo (1985) e “Retaliation” (1987), infatti, è un misto tra thrash metal, hardcore e doom, ed è stato il preludio ai Type O Negative.
A sorpresa qualche anno fa è stato annunciato questo ritorno sulle scene, in maniera del tutto inaspettata, soprattutto per le persone coinvolte. In “Transmutation” troviamo in formazione Baron Misuraca (basso e voce, ex Sheer Terror, scelto per sostituire Steele), Chuck Lenihan dei Crumbsuckers alla chitarra e Joe Cangelosi (ex Kreator, Massacre e Whiplash) alla batteria. Siamo lontani quindi anche dalla line-up, in cui oltre a Misuraca c’erano Marc Piovanetti e Louie Beateaux (gli unici due che poi nei Carnivore c’erano stati), che aveva debuttato all’Hellfest nel 2018.
Questa operazione viene per altro definita dallo stesso Beateaux così: “Immaginate Carnivore A.D. come un rinomato ristorante il cui chef è scomparso anni fa, ma le cui ricette sono rimaste e la gente continua a voler cenare lì invece di cucinare da sé. E allo chef Pete non dispiacerebbe affatto, perché sono i suoi amici a preparare i piatti con amore”.

È difficile però che i fan possano vederla allo stesso modo. Il materiale contenuto in questo EP è una pallida imitazione (ad essere buoni) di quello che sono stati i Carnivore: un thrash acerbo, molto poco ispirato, cantato da uno come Misuraca che tenta ogni secondo di imitare Peter Steele senza riuscirci.
Il culmine è nella terza traccia, “I Stand Alone” in cui viene imitato il timbro più melodico e cavernoso del musicista newyorkese (come sentiamo su brani come “Male Supremacy” o su tutti quelli dei Type O Negative).
Anche il suono del basso è scelto per essere il più vicino possibile a quello di Steele, mentre la chitarra e la batteria suonano invece come qualsiasi altro disco thrash uscito negli ultimi anni: niente di scandaloso, ma lontano sia da “Carnivore” che da “Retaliation”.
Questa operazione merita di essere bocciata senza sé e senza ma. Non si sa chi potrebbe essere interessato ad un prodotto dove, oltre a non esserci il principale compositore, non c’è neanche un membro fondatore.
Un tempo si usava formare un progetto nuovo, non dissacrare ad oltranza il cadavere di uno vecchio.

TRACKLIST

  1. Prologue
  2. Transmutation
  3. I Stand Alone
  4. Social Decomposition
  5. Mine Is the Hand
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