CARPE NOCTEM – Vitrun

Pubblicato il 23/10/2018 da
voto
8.0
  • Band: CARPE NOCTEM
  • Durata: 00:52:02
  • Disponibile dal: 05/10/2018
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

Esplosi come un fulmine a ciel sereno con il bruciante incipit di carriera affidato al debut “In Terra Profugus”, ormai cinque anni fa, prova esemplare della grande ed innovativa carica che il black metal islandese ha saputo dimostrare a quel tempo, i Carpe Noctem tornano sulla scena del delitto per il secondo disco di lunga durata, l’enigmatico “Vitrun” ed il suo contenuto ad alto tasso di black metal psicotico e cerebrale. Per chi non avesse avuto la fortuna di apprezzare il primo album in tutta la sua dannata grandezza, possiamo subito rivelare di trovarci di fronte ad una band tanto metodica e meticolosa nella costruzione di trame sonore complesse e sostanziose, quanto malata ed imprevedibile nell’esecuzione di riff, arpeggi e successioni dalle sonorità decisamente innovative e per niente scontate nel trasmettere una sensazione di disagiante inadeguatezza e totale desolazione all’ascoltatore. “Vitrun” naturalmente riparte da tutto questo, e lo fa innanzitutto con sonorità che richiamano il suo predecessore in maniera palese, pur forse con qualche attenzione in più nel far risaltare gli strumenti come un unico, massiccio monolite, ed un mood generale molto fosco, che va via via addensandosi con sempre più tormento nel trascorrere del minutaggio del platter. Dopo il grande impeto iniziale e la volontà di colpire l’attenzione degli esordi, oggi i Carpe Noctem inquadrano la loro visione personale del black metal secondo quadri generali più classici, tradizionali, inserendo in un certo senso il loro alfabeto musicale assurdo tra le righe di un componimento invece più comprensibile, ed avvicinabile a volte alle vecchie glorie black metal degli scorsi decenni. Proprio questa particolare commistione tra forma e contenuto, rende lo stile di “Vitrun” così incisivo e caratterizzante, permettendo alla band di trovare il proprio spazio personale all’interno di un contesto generale iper-inflazionato. Gli islandesi infatti si dimostrano eccelsi maestri nella creazione di dinamiche fluide, ineccepibili demiurghi del mistero che utilizzano gli strumenti per veicolare un messaggio generale di difficile fruizione, ma totalmente affascinante e pericoloso se sviscerato nelle sue più intime essenze. Una tecnica musicale sopraffina, un gusto per il macabro e l’indefinito di totale suggestione e, da adesso, un riferimento con il passato del genere piuttosto marcato (per quanto stravolto poi dall’attitudine molto moderna del combo), rendono le note dell’intero “Vitrun” un’esperienza ricca di soddisfazione e qualità, dimostrando da parte dei Carpe Noctem l’assoluta naturalezza con cui sono riusciti ad evolvere la propria musica, pur sempre all’interno della loro visione così stravolta e cangiante del black metal.

TRACKLIST

  1. Söngurinn Sem òmar Milli Stjarnanna
  2. Upplausn
  3. Og Hofið Fylltist Af Reyk
  4. Hér Hvílir Bölvun
  5. Úr Beinum Og Brjóski
  6. Sá Sem Slítur Vængi Flugunnar Hefur Náð Hugljómun
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