6.5
- Band: CASANDRA'S CROSSING
- Durata: 00:50:37
- Disponibile dal: 25/10/2024
- Etichetta:
- Frontiers
Il nome dei Casandra’s Crossing potrebbe non dirvi nulla, ma dietro al debutto di questo nuovo progetto si cela quella vecchia volpe di George Lynch, che, all’alba dei suoi settant’anni, non solo non sembra intenzionato ad abbandonarsi alla pensione ma, al contrario, si getta di gusto in un progetto dopo l’altro, tanto che diventa davvero difficile riuscire a stargli dietro.
L’occasione, questa volta, arriva dall’incontro con Casandra Carson, cantante tecnicamente molto dotata, che diventa il perno attorno a cui il chitarrista costruisce un progetto musicale che sembra un ipotetico punto di incontro tra i suoi Dokken e gli Alter Bridge. Un hard rock potente, melodico, suonato con maestria, molto classico nella struttura, eppure contemporaneo e moderno nella realizzazione.
La Frontiers applica la sua formula produttiva rodata, mettendo a disposizione dei due anche il suo factotum per eccellenza, Alessandro Del Vecchio, e il tutto viene confezionato con cura per venire incontro al pubblico dell’etichetta nostrana, che troverà anche in questo capitolo diversi punti di interesse.
Il primo, va da sé, è la voce di Casandra, che sembra davvero capace di grandi cose, grazie ad un timbro limpido ma mai mellifluo, che non a caso ci ha fatto venire in mente una versione femminile del miglior Myles Kennedy. E poi c’è la chitarra di Lynch, che imperversa con la solita classe tra assoli, ritmiche sostenute, ed una scrittura che cerca di non cedere mai eccessivamente il passo alla pura e semplice nostalgia degli anni Ottanta.
Canzoni come “Stranger”, “Devastating Times”, oppure “Wicked Woman” (che strizza l’occhio alla discografia più recente di Ozzy), convincono e si fanno ascoltare con piacere. Al tempo stesso, però, è veramente difficile trovare brani memorabili e l’album rischia di diventare una di quelle meteore destinate a passare senza lasciare un segno degno di nota, soprattutto se inserite all’interno di una discografia, quella di Lynch, che è già sterminata di suo.
Potrebbe essere un buon trampolino di lancio per Carson? Probabilmente sì, e speriamo che l’etichetta riesca a dosare con cura il suo talento, magari usando questo biglietto da visita per traghettarla verso qualcosa di meno estemporaneo.
