7.5
- Band: CATARACT
- Durata: 00:41:28
- Disponibile dal: 22/05/2006
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
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Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Gli Slayer. Storici come la vittoria dell’Italia ai mondiali del 1982. Fondamentali come la birretta con gli amici nel weekend. Uno dei gruppi più influenti della storia della nostra musica preferita, insomma. E come tale ha dato vita ad una cospicua progenie di epigoni più o meno validi. Tra i più, senza dubbio, i Cataract. Ma, intendiamoci, almeno nel caso del gruppo italo-svizzero non si tratta di una squallida parodia. Il nuovo “Kingdom” infatti si articola egregiamente tra il classico Slayer sound, breakdown pesantissimi forieri di un retaggio che deve molto a colossi metalcore del calibro di Hatebreed e All Out War, e ripartenze che non possono non riportare alla mente quelle dei Sepultura di “Beneath The Remains” e “Arise” o di certi Kreator. E’ quasi come se il concetto base che animava la band di Tom Araya durante i suoi tempi d’oro avesse fatto un balzo temporale sino ai giorni nostri. Reinterpretato nella forma, attualizzato nella sostanza, rielaborato con l’aggiunta di nuove influenze e teletrasportato nel 2006. Quello che più colpisce dei Cataract è comunque la qualità delle loro composizioni: come dicevamo, oggi sono molte le band che cercano di mettere in pratica questo stesso letale mix, ma poche di esse possono vantare il livello di ispirazione di cui questi ragazzi godono quando si cimentano con il songwriting. E’ essenzialmente questo ciò che permette ai Cataract di spiccare fra la massa di band thrash e metalcore. “Kingdom” prosegue infatti sulla scia del precedente “With Triumph Comes Loss”, ma mette in mostra un songwriting ancora più vario e articolato, che non disdegna puntate in midtempo, squarci melodici e soluzioni prettamente thrash metal dal grande impatto. Tutto ciò che i nostri avevano fatto con il loro ultimo lavoro viene dunque qui riproposto in una chiave più matura e digeribile. Di rado si è vicini al realizzare qualcosa di veramente nuovo, però il tutto è sempre altamente curato e coinvolgente, mai prolisso o troppo pretenzioso. Una tracklist solidissima e avvincente, una quarantina di minuti di brillante thrash-core, ben suonato e altrettanto ben prodotto. Questo è ciò che troverete nel nuovo full-length dei Cataract, nè di più nè di meno. Se fossimo in voi, una ascoltatina gliela daremmo… a meno che esigiate originalità ad ogni costo.
