CATHEDRAL – Seventh Coming

Pubblicato il 03/11/2002 da
voto
7
  • Band: CATHEDRAL
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore: Self

Chi sono i Cathedral? Non dovreste aver bisogno di spiegazioni in merito, giacché Lee Dorrian e la creatura musicale creata all’indomani della sua uscita dai Napalm Death hanno in un modo o nell’altro riempito le pagine musicali dell’ultima decade di musica metal, a partire da quel masterpiece di doom metal estremo che risponde al nome di “Forest Of Equilibrium”, passando per episodi di indubbio valore artistico come “Statik Majik”, “The Ethereal Mirror”, “Carnival Bizzarre”, fino a lavori profondamente settantiani nella forma e nella sostanza come “Supernaturnal Birth Machine” e “Caravan Beyond Redemption”. E se, con il penultimo “Endtyme” e con il side-project Teeth Of The Lion Rule Divine, Dorrian e soci erano tornati sulle coordinate più oscure e morbose del doom metal di scuola settantiana, con il nuovo “Seventh Coming” i nostri provano a lanciare un ponte tra l’immediatezza dei lavori più frivoli e d’impatto della seconda metà degli anni Novanta, e quell’amore per il più ossianico e morboso doom metal, appunto. “Seventh Coming” è senz’ombra di dubbio un lavoro di ottima fattura, forte di un sound potente e di un songwriting squisitamente ispirato in cui trovano posto, accanto ad anthem come “Nocturnal Fist” e “Phoenix Rising”, anche porzioni di quel genio sperimentale capace di produrre ad esempio la monumentale suite “The Voyage Of The Homeless Sapiens” (ai tempi dell’EP “Statik Majik”), e che si concretizza stavolta in soluzioni atipiche presenti nel break centrale di “Empty Mirror”, o ancora negli arrangiamenti di “Black Robed Avenger”, “Skullflower” e l’eccellente “Halo Of Fire” (in cui tra l’altro è ben riconoscibile un sample con la voce di Aleister Crowley). Un altro ottimo colpo messo a segno dalla band britannica, che consacra sempre più Lee Dorrian e la sua ‘macchina sovrannaturale’ nell’olimpo del doom metal, probabilmente gli unici attualmente in grado di far rivivere un sound legato (in misura differente) a nomi come Saint Vitus, Pentagram, Candlemass.

TRACKLIST

  1. Phoenix Rising
  2. Resisting The Ghost
  3. Skullflower
  4. Aphrodite's Winter
  5. Empty Mirror
  6. Nocturnal Fist
  7. Iconoclast
  8. Black Robed Avenger
  9. Congregation Of Sorcerers
  10. Halo Of Fire
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