CAUCHEMAR – Chapelle Ardente

Pubblicato il 04/10/2016 da
voto
8.0
  • Band: CAUCHEMAR
  • Durata: 00:44:33
  • Disponibile dal: 06/03/2016
  • Etichetta: Nuclear War Now
  • Distributore:

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Quanti di voi hanno presente il libro “Hellbent For Cooking”? Se non lo conoscete, non possiamo che consigliarvene l’acquisto (senza dilungarci in questa sede sul suo contenuto). Se, invece, siete tra coloro che lo conoscono, forse non sapete che l’autrice Annick Giroux è anche cantante e anima dei Cauchemar, un progetto musicale agli antipodi della scherzosità del libro citato poc’anzi. La band franco-canadese, infatti, è dedita ad un doom classico, dalle tinte fortemente lugubri e misteriose, a tratti sconfinanti nell’heavy psych o nell’occult rock. “Chapelle Ardente” è la terza uscita discografica della band ed è composto da nove tracce vibranti di angoscia ed un certo magnetismo occulto di matrice settantiana (fortemente rintracciabile in pezzi come “Funerailles Célestes”): ma non commette l’errore di pensare di trovarvi di fronte il “solito” disco stoner; qua le atmosfere sono molto più simili a quelle dei compatrioti Blood Ceremony e con chiari richiami a certa NWOBHM (Pagan Altar, Witchfinder General) o al sound ossessivo di Pentagram e Manilla Road. I quattro québécois hanno un tocco unico, un che di ritualistico che rende la loro musica unica e, in un certo qual modo, originale (come il fast pace spiazzante di “Main De Gloire”), con il collante della voce e l’occasionale lavoro al synth di Annick a fare da tessuto connettivo e guida. L’organo che apre “Voyage Au Bout De La Nuit” è capace di aprire uno squarcio lancinante nel cuore e nello spirito, accompagnato da una lunga e lugubre ombra, che pesa come basse nuvole di tempesta. L’angoscia che trasuda dalle nove tracce (tutte rigorosamente in francese) lascia un senso di incompiutezza e sospensione che non fa che aumentare la carica di sfibrante malinconia, mista ad orrore e mistero; come un incubo da cui vi svegliate e che vi rivisita non appena riprendete sonno, senza mai concludersi ma ripetendosi all’infinito, fino alla disperazione ed al terrore. Mentre il sound della band utilizza effetti ed amplificazioni classici, virando al vintage senza troppo esagerare, la voce (ancora e sempre protagonista in questo disco) sembra salmodiare, come la cantilena di un rito maligno a cui ci troviamo mesmericamente costretti ad assistere; le vocals spesso sono quasi più vicine ad un recitativo che ad un cantato e la timbrica è sempre piuttosto bassa, ad accentuare il senso di pesantezza ed oppressione. Quando i Cauchemar accelerano, invece, si sente l’influenza più smaccatamente classic metal, che ci ha vagamente ricordato certi Cirith Ungol, ma senza perdere il sound ultradistintivo del gruppo che, a dispetto dei tempi a cui suona, riesce a mantenere intatte le atmosfere cupe e tetramente oniriche per tutto il disco, fino alla conclusiva “La Nuit Des Âmes” che raccoglie i mille volti di tutto questo “Chapelle Ardente”. Alla fine di ogni ascolto ci troviamo liberati da una sorta di peso ed in qualche modo desideriamo ricalarci nelle atmosfere terrificanti dipinte dai Cauchemar, qualcosa che – almeno per come la vede chi scrive – è componente fondamentale di un buon disco doom. E questo disco è molto più che buono, è di altissima caratura, con punte di vero e proprio genio. Lasciatevi trascinare nell’incubo occulto ed esoterico di questa band e vi assicuriamo che non ve ne pentirete.

TRACKLIST

  1. Nécromancie
  2. Sepolta Viva
  3. Funérailles Célestes
  4. Main De Gloire
  5. Voyage Au Bout De La Nuit
  6. La Vallée Des Rois
  7. L'Oiseau De Feu
  8. Étoile D'argent
  9. La Nuit Des Âmes
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