CEA SERIN – Where Memories Combine

Pubblicato il 08/03/2004 da
voto
8.0
  • Band: CEA SERIN
  • Durata: 00:55:35
  • Disponibile dal: //2004
  • Etichetta: Heavencross Records
  • Distributore:

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Cea Serin: ovvero il piacere di fare il recensore. Mi spiego meglio: a volte a chi scrive vengono recapitati dischi, oltre a quelli del proprio genere di competenza, che non vorrebbe vedere arrivare nella propria cassetta delle lettere, poiché ha già tanti impegni e, nonostante l’amore per la musica, non è tra le cose più facili dedicarsi a impegnare vari ascolti su un prodotto di un genere che non è tra i suoi ascolti abituali. Ma, lasciatemelo dire, quando il prodotto in questione è un disco ben realizzato c’è veramente di che godere, e non resta da fare che ringraziare chi della redazione ha spedito tale disco, al posto del ‘solito’ (anche se godibile) inflazionato disco heavy o thrash metal di routine. Sì, lasciatemelo dire: i Cea Serin sono un gruppo straordinario, e faranno la gioia (o le lacrime, a seconda di come chi ascolta esprima la propria felicità) di tutti gli amanti di sonorità progressive metal (tutto questo e molto di più!), specie se hanno come proprio riferimento i Dream Theater. Ma attenzione: questa volta non ci troviamo davanti ad un semplice clone della band di LaBrie, come tanti si trovano al giorno d’oggi: no, i Cea Serin vanno oltre, e già al loro primo disco ci presentano un ricchissimo affresco multicolore costruito su divine melodie disegnate dalla tastiera, intrecci chitarristici geniali (da rilevare anche la presenza abbastanza diffusa di una delicata chitarra classica, che viene spesso sormontata per contrasto da delle vocals rabbiose del bravo singer, tutt’altro che emulo dei suoi colleghi di genere, e dall’impostazione vocale molto duttile) e ritmiche quasi ipnotiche (effetto ulteriormente incentivato da alcune trovate geniali, come lo stacco su una parte di tip-tap in “The End Of Silence”), nonchè ariose aperture melodiche, accompagnate da parti di basso solistiche molto interessanti, che mi hanno ricordato, oltre ai già citati Dream Theater, i nostrani Empty Tremor (come nell’iniziale “A Fracture In Forever” dove, specie nei primi minuti, la band americana sembra aver metabolizzato in grandi dosi lo stupendo “Eros And Thanatos”) e, in misura minore, i maestri Rush e gli Ayreon dell’eclettico Arjen Lucassen. Non ho altro da aggiungere, e in casi come questi chiaramente risulta totalmente inutile citare questo o quell’altro pezzo, perché si tenderebbe a disperdere l’unità e la compattezzadella proposta (che sfiora il capolavoro in ogni sua singola parte!) ed a privilegiare una singola composizione, rischiando di lasciare in ombra tutto ciò che rimane, e che non merita di essere oscurato, poiché “Where Memories Combine” brilla di una fulgida luce propria (come abbiamo già detto, non si tratta di un semplice clone!) per tutti i suoi tre quarti d’ora di durata. Il sottoscritto ha concluso: ora tocca a voi, in un anno finora povero di uscite degne di nota, mettere mano al portafogli peraccaparrarsi quella che probabilmente è una delle migliori uscite discografiche del 2004.

TRACKLIST

  1. A Fracture In Forever
  2. Embracing The Absence
  3. Meridian's Tear
  4. The End Of Silence
  5. Scripted Suffering: Within And Without
  6. Into The Vivid Cherishing
  7. Outro
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