CELESTIAL SANCTUARY – Insatiable Thirst for Torment

Pubblicato il 20/08/2023 da
voto
6.5
  • Band: CELESTIAL SANCTUARY
  • Durata: 00:40:00
  • Disponibile dal: 25/08/2023
  • Etichetta:
  • Church Road Records

Baldanzosi e pachidermici, ritornano i Celestial Sanctuary, fra i nuovi alfieri del death metal made in England. Dopo avere preso il loro moniker da un brano dei Bolt Thrower e aver cercato di cavalcare la sempre irriducibile onda della vecchia scuola, con questo secondo full-length i ragazzi di Cambridge provano a mescolare un po’ le carte in tavola con l’intento di trovare una propria modalità espressiva, magari lontana da certi paragoni ingombranti. La vena marziale, robusta, scevra di grandi orpelli sperimentata sul debut “Soul Diminished” viene qui in parte rimpiazzata da un suono più moderno, sempre molto attento al groove, ma maggiormente incline a farsi striare da spunti e influenze che non rientrino nei soliti nomi da ABC dell’old school death metal. I tentativi di fare il verso ai maestri di una volta vengono quindi limitati per fare spazio a una verve e a un canovaccio di varia ascendenza, con differenti soluzioni del grande universo death metal chiamate a fondersi e ad alternarsi in canzoni dalla durata media piuttosto consistente.
A differenza dei colleghi Frozen Soul – volendo citare un nome affine per età e background – gli inglesi non decidono quindi di optare per la linearità, restando invece su un carattere più duro e verboso nel quale la tensione tende ad accumularsi. Il gruppo procede spesso per addizione, impilando riff e cambi di marcia con l’intento di mostrare rinnovate capacità a livello esecutivo, oltre al desiderio di stordire l’ascoltatore con sviluppi a tratti anche piuttosto contorti. Parliamo di un approccio che è più denso che tecnico, in quanto le partiture non sono mai davvero ingegnose e difficili: semplicemente, c’è molta carne al fuoco, tanto che ogni brano sembra procedere fra stop’n’go praticamente infiniti. A dominare su tutto, resta comunque un solido elemento chiamato groove, una vena tozza e possente che viene sottolineata ogni volta che il quartetto si affida a un midtempo. Sotto questo aspetto, la band potrebbe ricordare i Gatecreeper, ma anche un nome come i Blood Red Throne non risulta fuori luogo, soprattutto in quei pezzi dove le cose si fanno più movimentate. Per non parlare infine di certi Decapitated, dai quali i ragazzi sembrano voler imparare la pratica di estrapolare riff dal mondo mainstream (Machine Head, Slipknot) e inserirli in un contesto in apparenza più estremo.
A conti fatti, la prima pecca di un disco come “Insatiable Thirst for Torment” è la logorrea alla base di alcuni dei suoi brani: in certi momenti si può apprezzare la verve dei quattro, ma non si può fare a meno di riconoscere come la musica sia priva di una direzione precisa. Rispetto a “Soul Diminished”, comunque, sono stati senz’altro fatti dei passi in avanti: quando i Celestial Sanctuary azzeccano il riff e la trama, il suono è infatti ben più incisivo rispetto a quello di due anni fa. Limando un pochino questa rinnovata esuberanza, il gruppo potrebbe finalmente riuscire a trovare la quadra con il prossimo capitolo.

TRACKLIST

  1. Trapped Within The Rank Membrane
  2. Glutted With Chunder
  3. Swivel Eyed and Gurning in the Shadows
  4. Meandering Stream of Foul Fluid
  5. Biomineralization (Cell Death)
  6. The Lurid Glow of a Dead, Burning Body
  7. Unquenchable Thirst...
  8. Gutted with a Blunt Blade
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