6.0
- Band: CELESTIAL SANCTUARY
- Durata: 00:37:24
- Disponibile dal: 26/03/2021
- Etichetta:
- Church Road Records
I Celestial Sanctuary fanno parte di quella nuova schiera di cosiddette old school death metal band oggi molto in voga nel circuito underground: una scena nella quale, grazie anche all’uso efficace di piattaforme come Bandcamp e Instagram, praticamente chiunque sta riuscendo a farsi notare almeno un po’. I ragazzi britannici arrivano al debut album dopo un demo e un singolo rilasciati rispettivamente nel 2019 e 2020: parliamo quindi di una formazione giovane, dal nome mutuato dai leggendari Bolt Thrower, ma stilisticamente più affine a certe nuove leve del succitato panorama che ai veri padri del genere. Se infatti le tracce dell’album prendono le mosse da una mescolanza di death metal cupo e ieratico che, soprattutto per l’incedere pachidermico di alcuni passaggi, può senz’altro richiamare i succitati colossi inglesi (così come Benediction e Asphyx), allo stesso tempo, nelle pieghe di questo fosco scenario, si ritrovano puntualmente accenni a realtà lontane dal death metal. Certe cadenze e alcune scelte del lavoro di chitarra infatti condividono molto con l’approccio groovy dei momenti più monolitici di un gruppo come i Crowbar, impressione resa più forte da una linea compositiva che dà spesso l’idea di essere orientata verso la sola potenza, a discapito di atmosfera, epicità o della semplice caratterizzazione del singolo brano. La band di Cambridge in più di una circostanza sembra di fatto compiacersi un po’ troppo del vigore che riesce a sprigionare a livello ritmico, tendendo ad appiattire la manovra con riff che vanno sul pesante senza brillare per inventiva e orecchiabilità. Il risultato è un disco certo ascoltabile, ma dall’espressività limitata, che colpisce più per il suono oscuro e magmatico di cui sono avvolti i pezzi che per l’effettivo valore del songwriting.
A conti fatti, i Celestial Sanctuary vorrebbero insomma inserirsi nel filone aperto da gruppi come Gatecreeper o Fuming Mouth, ma per il momento mancano loro quel brio e quella spigliatezza in grado di tradursi in riff e canzoni memorabili. Nell’immediato futuro toccherà quindi loro il ruolo di gregari, in attesa di una maturazione che possa portarli su un livello più alto.
