CELLADOR – Enter Deception

Pubblicato il 11/07/2006 da
voto
7.0
  • Band: CELLADOR
  • Durata: 00:44:23
  • Disponibile dal: 03/07/2006
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

L’anno scorso i Cellador erano solamente uno dei tanti gruppi che, dopotanti sacrifici, erano riusciti a pubblicare un demo di buona fattura.Quest’anno li ritroviamo sulla corazzata Metal Blade nel tentativo diportare il power metal di matrice europea alla conquista dell’America.Questo “Enter Deception” rappresenta l’esordio vero e proprio delquintetto del Nebraska, anche se quattro delle otto tracce presentierano già state edite sul demo di cui sopra. Cerchiamo quindi diconcentrarci sulle nuove canzoni, carpendo differenze ed eventualimiglioramenti rispetto al passato. Il primo inedito è “A Sign FarBeyond”, power speed song debitrice di Helloween, Gamma Ray e, piùrecentemente, dei Dragonforce. Davvero notevole il songwriting,semplice e d’impatto, con la coppia di chitarristi Chris Petersen ed ilnuovo arrivato Bill Hudson che, una volta recepita la lezionefondamentale di Kai Hansen, non lesinano assoli e riff lanciati allavelocità della luce. Ottima anche la prova del nuovo singer MichaelGremio, dalla voce più convincente del suo predecessore. “Never Again”si avvale di un riffing più serrato, ponendosi a metà strada tra gliIron Maiden e gli Stratovarius, grazie anche alla performance vocale diGremio, molto vicina a Dickinson. Il chorus ovviamente esplodemelodioso ma mai stucchevole, il che è un grosso merito per i ragazzi.”Wakening” si avvale della doppia cassa di David Dahir, utilizzata inmaniera abbondante, per una traccia che potrebbe essere uscita da unalbum dei Dragonforce. Questo, seppure dotata di buoni spunti,soprattutto a livello di linee vocali, è senza dubbio l’episodio piùdebole del lotto. L’ultimo inedito è la successiva “Releasing TheShadow”, vera e propria summa del melodic power europeo degli anni ’90.Nell’album gli up tempo sono assolutamente preponderanti, mentre non viè traccia di ballad e di altre amenità eccessivamente melodiche. Sisegnalano ancora alcuni errori del passato, come l’eccessiva duratadelle tracce, quasi tutte oltre i cinque minuti quando le stesse cosepotevano essere dette in molto meno tempo. Comunque i Cellador siconfermano  un ensemble interessante, anche grazie al nuovovocalist, estremamente più dotato del suo predecessore. La sfida agliStates è lanciata, vedremo se tutto si concluderà in una bolla disapone o se la band e l’etichetta (che ha scomodato addirittura ErikRutan alla produzione) vinceranno la loro scommessa.

TRACKLIST

  1. Leaving All Behind
  2. A Sign Far Beyond
  3. Never Again
  4. Forever Unbound
  5. Seen Through Time
  6. Wakening
  7. Releasing The Shadow
  8. No Chances Lost
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