7.0
- Band: CEREBRUM
- Durata: 00:40:15
- Disponibile dal: 27/05/2013
- Etichetta:
- Amputated Vein
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I nostri lettori più attenti probabilmente ricorderanno il nome dei Cerebrum, ensemble ateniese fautore di un death metal molto tecnico e con alle spalle un debut album riuscitissimo quale “Spectral Extravagance”, recensito su queste stesse pagine non più tardi di quattro anni fa. Oggi, dopo una manciata di apparizioni live (tra cui è giusto ricordare quella in occasione del nostrano Metal Valley 2011), il quartetto si ripresenta sul mercato con un nuovo disco, forte del contratto strappato alla nipponica Amputated Vein e di un artwork ad opera del sempre più richiesto Xaay (Behemoth, Evocation, Nile). “Cosmic Enigma” riprende per filo e per segno il filo del discorso interrotto dalla band nel 2009, investendo gli ascoltatori con il solito, graditissimo mix a base di Atheist, ultimi Death e Pestilence del periodo “Testimony Of The Ancients”/“Spheres”, corroborando di tanto in tanto il tutto con squisite pennellate jazz/fusion e parentesi che riportano alla mente certo prog rock anni ’70. Cominciamo subito col dire che il lungo lasso di tempo intercorso fra le due release non ha certo scalfito il songwriting dei Nostri, ineccepibili quando si tratta di comporre brani ultra-complessi e dalle atmosfere alienanti, in cui sezioni brutali e sincopate vengono soventemente spazzate da liquidi arpeggi di chitarra, assoli di basso e virtuosismi assortiti senza per questo scadere nel puro onanismo musicale. Ogni traccia, infatti, gode di una propria personalità ed è facilmente riconoscibile nel giro di pochi ascolti, contribuendo alla fruizione di un platter che in mani diverse sarebbe stato probabilmente più ostico. Ciò che purtroppo frena il nostro giudizio in sede di recensione – oltre ad un paio di filler – è la produzione; che senso ha godere della presenza di George Kollias dietro le pelli se poi il suo lavoro non viene messo in risalto, ma anzi soffocato dal resto della strumentazione? E perché il growling del cantante/chitarrista Jim Touras (uno dei tratti distintivi di “Spectral Extravagance”) sembra provenire dal fondo di uno scantinato? Non sappiamo a cosa siano dovuti – se ad una disattenzione in cabina di regia, alla mancanza di budget o ad una precisa scelta stilistica – ma dei suoni simili non possono che smorzare il valore di un disco, specie se di progressive death metal. Ma non temete, sorvolando su questo peccato veniale “Cosmic Enigma” è e resterà sempre un platter molto gradevole, consigliato sia ai fan della band che a tutti gli amanti della tecnica strumentale abbinata a trame extreme metal. La carriera dei Cerebrum, almeno per il momento, prosegue nel migliore dei modi.
