CEREMONIAL WORSHIP – Between Sleep And Death

Pubblicato il 04/08/2026 da
voto
7.5
  • Band: CEREMONIAL WORSHIP
  • Durata: 00:29:48
  • Disponibile dal: 31/07/2026
  • Etichetta:
  • Eternal Death
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È ora di ritorno per i Ceremonial Worship, band greca che negli ultimi anni si sta facendo notare nel panorama black metal per un modo di suonare il genere non per forza legato ai padri fondatori del genere; infatti, anziché riprendere a piene mani dai classici nomi come Rotting Christ, Varathron o Necromantia, i riferimenti più palesi sono più che altro quelli della ‘seconda ondata’ ellenica, come Kawir, Legion of Doom, Nocternity e Nightfall di metà carriera – aspettatevi quindi un sound bello cupo e malinconico, con una pioggia di riff con plettrate alternate e diversi intermezzi più epici.

Dietro il moniker c’è High Priest C.W., che nei primi due album suona tutti gli strumenti, mentre in questo nuovo “Between Sleep And Death” invece è solo dietro alla sei corde: alla voce c’è infatti The Whisperer of Night, che già aveva collaborato nel progetto per l’EP “Esoteron”, sempre curando le parti vocali; al basso c’è Petros P. e alla batteria George K., quindi per la prima volta abbiamo a che fare con un gruppo vero e proprio e non con una one-man band. La produzione nel complesso è molto buona,: sarebbe stato forse meglio avere il basso un po’ più in evidenza, più ma nell’insieme rende onore al sound del gruppo.
Dal punto di vista compositivo, le parti che risultano più memorabili sono quelle in cui si insiste meno sulla velocità, si ascolti in merito soprattutto l’inizio di “Cursed Abominations”, con un ottimo arpeggio a caricare il brano di pathos e drammaticità. Ci sono anche dei momenti più vicini al metal classico, comunque di pregevole fattura, come “Where The Shadow Awakes”, senza dubbio il brano migliore del disco, con il suo incedere che ricorda anche molto i connazionali Zemial.

Nella sua interezza “Between Sleep And Death” è un album molto buono: variegato nello stile, mai troppo opprimente nelle parti drammatiche (vedi pezzi come “Tower of Endless Nights”) e in generale ben composto. Riesce a bilanciare molto bene il pathos grazie a dei cambi di tempo efficaci (si ascolti in merito “Toward Nothingness”) con una buona cura per i ritornelli. Man mano che gli ascolti aumentano, si intravede anche una certa cura della forma-canzone, con il risultato finale capace di regalare un buon concentrato di black metal ellenico: grezzo ma solenne, impetuoso quando serve e con un drumming efficace e mai scontato.
In un’estate calda come questa, in cui per ripararsi dalle temperature alte si abbassano rigorosamente le serrande, è una buona colonna sonora nei pomeriggi semioscuri in attesa che cali il sole, per aspettare di uscire allo scoperto come i vampiri.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Hate Spells
  3. Towards Nothingness
  4. Cursed Abominations
  5. Where the Shadow Awakes
  6. Esoteric Struggle
  7. Shadows from Hell
  8. Pantheon of Suffering
  9. Tower of Endless Nights
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