CHAIN COLLECTOR – The Masquerade

Pubblicato il 03/02/2006 da
voto
6.5
  • Band: CHAIN COLLECTOR
  • Durata: 00:47:31
  • Disponibile dal: 28/01/2006
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Signore e signori, ecco a voi il classico esempio di strategie di marketing applicate al mercato heavy metal. Scandalo! Vergogna! Ma no, in fondo è normale: i CD vengono stampati per essere venduti e, sebbene non manchino (per fortuna) gli artisti sinceri e genuini, è anche vero che spesso nei negozi appaiono progetti confezionati ad arte, in modo da vendere il più possibile ad un determinato pubblico. È il caso, per esempio, dei Chain Collector, supergruppo norvegese progettato per piacere a tutti i fan del death metal melodico di stampo svedese. Già il curriculum dei componenti sembra succoso: alla voce abbiamo Svenn Aksel Henriksen (ex-Dismal Euphony, Apostasy); alla chitarra Gøran Bomann (Carpathian Forest) e Kjell Jacobsen (Neon God); Anders Kobro (Carpathian Forest, ex-Green Carnation, ex-In The Woods) alla batteria e, infine, Kjetil Nordhus (Green Carnation) ad occuparsi delle voci pulite. Se a questo, poi, aggiungiamo una produzione pompata e una copertina d’effetto (la maschera tenuta in mano dalla statua ha le fattezze dell’attuale Pontefice.), è chiaro che ci sono tutti i presupposti per fare un album col botto. L’ultima e più importante questione, dunque, rimane la musica e qui, come si dice, casca l’asino. I Chain Collector potevano provare a rischiare, azzardando qualche soluzione un po’ bizzarra, e invece no: decidono di giocare sul sicuro e compongono un album di semplice death metal melodico, senza troppe pretese, con giusto un riffing un po’ thrashy in stile Nevermore e qualche sporadico intervento malinconico, dato dalla bella voce di Nordhus. Il risultato finale è la classica occasione sprecata, per un album che, non volendo scontentare nessuno, finisce per viaggiare quietamente su binari tanto sicuri, quanto prevedibili. Non a caso, oltre a “Neverwhere” che si eleva sopra la media grazie ad un songwriting particolarmente azzeccato, il brano più intrigante è rappresentato da “Crucifixion”, in cui la band si lascia andare, sperimentando un po’, dando spazio ad atmosfere acustiche, che sorreggono l’ottima prova di Nordhus. Non c’è molto altro da aggiungere, quindi: l’album è comunque piacevole e i fan del death metal melodico potrebbero trovare interessante una proposta che, pur non essendo innovativa, si mantiene su buoni livelli. Se, invece, state cercando qualcuno che sia in grado di dire qualcosa di nuovo in questo panorama musicale, allora lasciate pure “The Masquerade” sugli scaffali.

TRACKLIST

  1. Hierarchy Of Murder (Code Of Silence)
  2. Harvester
  3. Neverwhere
  4. And Then There Was None
  5. Crucifixion
  6. Project Savior
  7. Tapping The Vein
  8. Fallen Angel
  9. Wicked Mask
  10. Winter Princess
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