CHAINSWORD – Blightmarch

Pubblicato il 26/02/2021 da
voto
7.0
  • Band: CHAINSWORD
  • Durata: 00:43:58
  • Disponibile dal: 27/02/2021
  • Etichetta:
  • Godz ov War

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Non fatevi ingannare dalla copertina. L’artwork potrebbe far affiorare alla mente la ristampa di “Ugra-Karma”, il secondo disco dei finlandesi Impaled Nazarene, indirizzandovi verso strade sbagliate in termini di genere musicale. Qui, invece, siamo di fronte ad un death metal statuario e diretto che incarna la vecchia scuola.
“Blightmarch” è il titolo dell’album di debutto dei Chainsword, band polacca messa sotto contratto dalla Godz Ov War – la label è ormai una garanzia nello scovare piccole perle tra la melma ribollente dell’underground più estremo ed anche stavolta dimostra l’efficacia del proprio intuito.
É il tema della guerra a guidare l’avanzata prepotente dei Nostri che mettono in mostra un ricco arsenale di sonorità dense come irascibili cumulonembi. Si preannuncia, dunque, l’abbattersi di una tempesta perfetta in un deserto desolato. La polvere che solleva il panzer polacco evoca gli scheletri della vecchia armata Bolt Thrower che, dalle retrovie, guiderà il contingente Chainsword. La pioggia incessante dà vita ad una coltre fangosa dalla quale emergono pesanti basi di chitarra, costante granitica del platter. La prima linea, formata da “Ost Front 1943: Stalingrad”, “Spinehammer” e “Horus, the Chosen Son”, è un’orda armata fino ai denti che sorprende il nemico. Si susseguono, infatti, una buona varietà di ritmiche sospinte dalla doppia cassa e da interessanti avvitamenti a sei corde che disarmano anche gli oppositori più accorti. L’urlo che incita alla vittoria alterna toni grevi e cavernosi a spaventosi rimbombi freddi e umidi che arrugginiscono tutta la ferraglia in fermento. La marcia di “Blightmarch” prosegue imperterrita fra morte e distruzione, incespicando talvolta in trappole prevedibili. La costruzione stilistica dei brani rimane pressapoco sempre la stessa: un suono compatto che, nel finale, scaturisce in piacevoli assoli di chitarra. “Daemonculaba” e la titletrack sono l’esempio lampante che delinea l’identità delle dieci tracce totali.
Il quintetto bellicoso non si perde in tatticismi premeditati, lo stile del loro death rimane alquanto lineare e diretto per tutta la durata dell’album, una caratteristica che potrebbe far storcere il naso a coloro che cercano particolari mutamenti sonori. “Blightmarch”, allo stesso tempo, accontenterà gli spiriti battaglieri propensi a buttarsi, come barbari, nella mischia più emblematica, senza mai suggellare un patto di non belligeranza col nemico.
La guerra è una spirale marcata che si ripete nel tempo, cambiano i protagonisti, cambiano le armi ma l’essenza rimane la stessa. Una spirale dalla quale i nostri occhi si discostano volontariamente ma basta uno sguardo fugace per rimanerne ipnotizzati. I Chainsword, con maestria, hanno ambito a consolidare questo magnetismo sonoro, ottenendo un risultato apprezzabile.

TRACKLIST

  1. Ost Front 1943: Stalingrad
  2. Spinehammer
  3. Horus, the Chosen Son
  4. Ost Front 1942: Moskau
  5. Dead Hand Call
  6. Exterminatus
  7. Daemonculaba
  8. Blightmarch
  9. Dreadquake Mortar
  10. 06.08 09:15
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