CHAOS CONTROL – The Legacy Within

Pubblicato il 08/10/2023 da
voto
7.0
  • Band: CHAOS CONTROL
  • Durata: 00:48:59
  • Disponibile dal: 20/09/2023
  • Etichetta:
  • Repentless Records

Nonostante si tratti di una formazione nata originariamente nel lontano 1999, anno che ha visto l’uscita in sordina dell’EP “Gathering Chaos”, il primo full-length ufficiale del progetto nipponico Chaos Control, intitolato “Call Of The Abyss”, è stato pubblicato solo lo scorso anno, presso l’etichetta discografica locale Repentless Records, a seguito di un inatteso ritorno dopo vent’anni esatti.
In questa sede parleremo invece della seconda opera composta dal mastermind Hiroyuki Kaneko, ad appena un anno di distanza dalla precedente, dall’altisonante titolo di “The Legacy Within”, la cui copertina ci riporta alla mente una notevole quantità di produzioni videoludiche e/o animate di produzione giapponese, il che ci permette di immaginare senza fatica la tipologia di prodotto con cui abbiamo a che fare: una sapiente miscela di elementi di matrice speed e power metal, con in più una buona varietà di richiami alle produzioni contemporanee, come confermato anche dai riff massicci e dalla chitarra rigorosamente a sette corde, suonata naturalmente con una dose di tecnica superiore alla media.
La title-track inziale e la successiva “Headbanger’s Journey” – titolo che ci riporta alla mente il celebre documentario ad opera di Sam Dunn su tutta la musica metal – nei primissimi minuti si presentano esattamente a suon di batoste ad acceleratore pigiato, chitarroni possenti e sfoggi vocali limpidissimi, ad opera in questo caso del cantante coreano YoungChoon Cho, che tuttavia verrà presto sostituito dal collega brasiliano Guilherme Hirose, membro in pianta stabili di Northtale e Traumer, ma non prima di una “Still Alive” che trasuda Angra da tutte le note, seppur in chiave strumentalmente molto più pesante.
Il timbro del sopracitato frontman sudamericano si sposa perfettamente con quanto confezionato dalla band ospitante, e la valorizzazione dei pezzi che lo vedono coinvolto ne è la prova, come ad esempio una “I’m Back” che aumenta l’attenzione sulla componente power metal grazie al suo luminoso ritornello, o una successiva “Evolution Divine” tamarra e tirata esattamente come le precedenti.
A tal proposito, un difetto dell’album risiede senza dubbio in quello stramaledetto senso di piattezza, dato da una scaletta composta perlopiù da brani focalizzati sui medesimi spunti: tanta velocità, ritornelli da voce al vento, batteria in cui i sedicesimi si perdono e così via. Trattandosi di un album speed/power non ci aspettavamo certo i tetri rallentamenti dei Kamelot di turno, però una ballad e un paio di midtempo avrebbero giovato senza dubbio alla freschezza generale, che qui rischia di perdersi in un turbinio di note e pulsazioni non estremo (non parliamo dei Dragonforce, sia chiaro), ma comunque un po’ stancante, se non si è degli amanti inscalfibili della doppia cassa a rotta di collo in una cornice ultra-melodica. Del resto, sappiamo bene che ai giapponesi le tamarrate a tinte power metal piacciono molto, e noi stessi ci consideriamo degli estimatori di determinati stilemi; tant’è che riteniamo questo un prodotto assolutamente godibile e meritevole di ben più di una chance.
Certo, arrivando nelle fasi finali, in cui a riprendere le redini è il sopracitato cantante asiatico, eccetto che per il pezzo “Karma”, nuovamente affidato a Guilherme, ci spiace un po’ notare che l’andamento resti perlopiù lo stesso fino alla fine, senza nessuna sorpresa o guizzo di sorta, anche se riteniamo “Hold In My Fear” uno degli estratti migliori del pacchetto. Inoltre, siamo dell’idea che il guitar work, ad opera dell’uomo stesso cui si deve l’esistenza della band, avrebbe meritato una produzione migliore, in quanto le frequenze alte tendono ad essere un po’ al di sopra del livello necessario per valorizzare il suo estro shred.
In ogni caso, se conoscete e apprezzate regolarmente il power metal nipponico, anche questo lavoro farà certamente per voi, fermo restando che, nello stesso dipartimento, c’è indubbiamente chi sa fare meglio. Ma siamo solo al secondo album, c’è tempo per migliorare.

TRACKLIST

  1. The Legacy Within
  2. Headbanger's Journey
  3. Still Alive
  4. I'm Back
  5. Evolution Divine
  6. Second Impact
  7. Saviour
  8. Against The Evil
  9. Hold In My Fear
  10. Karma
  11. Inferno
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