CHAOS ECHOES – Mouvement

Pubblicato il 14/01/2018 da
voto
7.0
  • Band: CHAOS ECHOES
  • Durata: 00:32:50
  • Disponibile dal: 15/01/2018
  • Etichetta: Nuclear War Now
  • Distributore:

L’orbitare dei Chaos Echoes nella frammentata galassia del death metal avanguardistico approda a un secondo full-length, un séguito al contradditorio primo album “Transient” di durata quasi dimezzata rispetto a quest’ultimo. Lavoro che metteva in luce un coraggio compositivo non comune, ma che annaspava in un oceano di indefinitezza, perdendosi spaesato nell’ambient e nel drone, invece di cementare il proprio insano estro in partiture metal solide e sicure. In “Mouvement”, la band dimostra di aver consapevolmente agito di sottrazione, eliminando tutto ciò che vi era in eccesso, pur non rinunciando all’identità multiforme scolpita in passato. Interamente strumentale, se si eccettuano rade urla in avvio dell’opener “Embodied by Perfidious Curls in the Innervated Flux” e il salmodiare dell’ultima traccia, il secondo disco del trio francese va considerato come una suite in sei atti, che per alcuni aspetti richiama le trovate meticolosamente ossessive dei compatrioti Aluk Todolo. In apertura, ci si espone sul fronte del death-doom psicotico avente i Portal quale nome di pronto riferimento e i Gorguts non ripudiabili padri putativi: le sghembe spigolosità sono lì a ricordarci quanto i Chaos Echoes, se vogliono, possono fare male al fisico e alla mente, denudandola delle proprie sicurezze. Ma va ancora meglio quando le chitarre compiono almeno due passi indietro, un’effettistica brulicante si insinua in un dialogare fitto e in tempi dispari di batteria e basso e l’inquietudine avanza secondo cadenze singhiozzanti, tremebonde e spiritate (“As An Embraceable Magma Leading The Subliminal”). La breve “Surrounded And Amazed By These Unplumbed Abysses Of The Inverted Sea” propaga un rumoreggiare industriale a contorno di pennate death-doom cinematrografiche, che hanno il loro naturale contraltare nel cupo rimbombare di “Through Kaleidoscopic Haze Of Unexpected Extents”. Il gorgogliare melmoso delle chitarre avanza uniforme nel saltabeccare dei tamburi, a volte un po’ tribali, possibilmente intrecciati in schemi inestricabili e sfidanti la nostra attenzione. Il tasso di aggressione non diventa insostenibile, piuttosto la musica del terzetto mira ad essere un commento sonoro, assume le sembianze di una colonna sonora estrema, utilizzabile in qualche film che viva di sottintesi, non detti, allusioni, invece che di verità sputate in faccia crudamente. In corrispondenza di “Shine On, Obsidian! Ego! Ego! Echo Back To The Yearning of the Self!”, il calibrato adagiarsi degli effetti e l’amplificazione di sensazioni disagevoli aumenta al crescere proporzionale dei volumi chitarristici e all’infittirsi degli attorcigliamenti di note. Le dissonanze ubriacano e si distendono su tempi contrapposti a quelli di un basso dai movimenti zigzaganti, gli spasmi sempre più irruenti con il passare dei minuti. A liberare dalle tensioni e accomiatare in una gelida spiritualità primordiale, ecco l’ambient-drone tambureggiante di “Alas! Here Is The Feebles’ Assent, Exalted By Your Mouth Full of Flies”, che lambisce nelle sue psicosi le aberrazioni dei Nibiru. Nel complesso, la formazione dei fratelli Uibo ha sfornato un’altra pubblicazione di ardua comprensione, che nella sintesi ha il pregio maggiore in contrapposizione alle divagazioni di “Transient”. L’astrattismo rimane ancora croce e delizia della band, vi è tutt’ora del potenziale inespresso nelle proposizioni dei musicisti transalpini. Ma per quanto ci è dato di ascoltare in “Mouvement”, vale la pena dargli fiducia.

TRACKLIST

  1. Embodied by Perfidious Curls in the Innervated Flux
  2. As an Embraceable Magma Leading the Subliminal
  3. Surrounded and Amazed by These Unplumbed Abysses of the Inverted Sea
  4. Through Kaleidoscopic Haze of Unexpected Extents
  5. Shine On, Obsidian! Ego! Ego! Echo Back to the Yearning of the Self!
  6. Alas! Here Is the Feebles' Assent, Exalted by Your Mouth Full of Flies
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