CHAOSBRINGER – Turn Into Ruins

Pubblicato il 04/12/2017 da
voto
7.5
  • Band: CHAOSBRINGER
  • Durata: 00:44:44
  • Disponibile dal: 04/09/2017
  • Etichetta: Drunk With Power Records
  • Distributore:

Bolt Thrower. Se non siete mai stati dei grandi fan di questo gruppo, passate subito oltre. Al contrario, se siete fra coloro che hanno pianto alla notizia della morte di Martin Kearns e a quella del conseguente scioglimento dei ‘war master’ britannici, allora probabilmente sarete felici di apprendere dell’esistenza di questa per ora misconosciuta formazione russa, qui all’esordio ufficiale sulla lunga distanza. Quella di cercare band dedite ad un sound modellato su quello caro ad uno dei propri gruppi di culto è una mania che può colpire molti fan e ascoltatori, specie se ci si ritrova a prendere atto di un impoverimento della vena creativa o della definitiva scomparsa del suddetto capostipite. Raramente, però, i risultati sono all’altezza delle aspettative. Restando in tema di formazioni più o meno ispirate ai Bolt Thrower, i malesi Humiliation sono una realtà simpatica e nulla più, mentre gli ormai noti Memoriam di Karl Willetts non hanno cercato – o non sono stati in grado – di inserirsi completamente nel solco degli autori di capolavori come “The IVth Crusade”, optando per un songwriting e uno stile più leggeri e meno vincolati alla pesante eredità lasciata dai maestri. I Chaosbringer, tuttavia, alla luce dell’ascolto di questo “Turn Into Ruins”, possono collocarsi fra le cosiddette eccezioni che confermano la regola. Come accennato, serve assolutamente essere dei veri e propri fanatici dei Bolt Thrower per cogliere e apprezzare appieno gli sforzi del gruppo russo e le sfumature della sua proposta; è però bene anche precisare che alcuni dei brani di “Turn Into Ruins” non sarebbero affatto stati dei riempitivi negli album dei padri ispiratori. Negli ultimi anni il cosiddetto mercato è stato inondato da dischi di più o meno dichiarate tribute band di Entombed o Incantation: roba che magari si ascolta volentieri, ma che solo in certi casi riesce a lasciare davvero il segno; i Chaosbringer sono certamente una formazione che non mette alcuna farina del proprio sacco nella musica che propone e che non prova praticamente mai a tentare una scrittura più libera e meno legata ai cliché di provenienza. Perchè quindi parlare del quartetto di San Pietroburgo in termini lusinghieri? Perchè, come accennato, non solo questi ragazzi seguono la scia di un gruppo leggendario, purtroppo defunto e comunque mai troppo omaggiato, ma lo fanno con un songwriting oggettivamente pimpante, espressivo ed efficace. Se stravedete in particolar modo per i primi quattro full-length della band di Coventry, i Chaosbringer saranno certamente in grado di sollazzarvi con una manciata di episodi che mescolano le brusche accelerazioni di “In Battle…”, la pesantezza e le cadenze angoscianti di “Realm Of Chaos” e la cromatura eroica di “War Master” e “The IVth Crusade”. Accostamenti da prendere ovviamente con le pinze, tuttavia necessari per inquadrare al meglio il sound dei russi, che in questo debut album provano effettivamente a mescolare le caratteristiche salienti del primo periodo dei maestri inglesi in brani che flirtano con una certa epicità senza rinunciare mai a della sana irruenza old school death metal. Il sentore di ‘cover band’ è per certi versi inevitabile, ma la sostanza è comunque divertente e apprezzabilissima. Inoltre, a livello di produzione e impatto complessivo, siamo su livelli decisamente superiori alla prima prova dei Memoriam: se il gruppo di Karl Willetts si fosse presentato quest’anno con un’opera così possente (sentite il basso) probabilmente molti ascoltatori occasionali avrebbero gridato al capolavoro. Insomma, ci rendiamo conto che i Chaosbringer siano una realtà dal potenziale limitato e decisamente ‘for fans only’, ma non vediamo comunque perchè debbano essere snobbati a priori, a maggior ragione in un periodo in cui vengono trangugiate senza battere ciglio copie delle copie di “Left Hand Path” o “Mortal Throne of Nazarene”. Questo è un disco che, se affrontato senza enormi aspettative di originalità, può realmente soddisfare chi ama i Bolt Thrower ed è in cerca di un’alternativa decente all’ennesimo riascolto dei loro classici.

TRACKLIST

  1. Challenge To Existence
  2. Sentenced To Death
  3. Dominion Of Fire
  4. Turn Into Ruins
  5. Corrupted Reality
  6. Eternal Silence
  7. Immersion In Darkness
  8. Ascend To Chaos
  9. Crisis Of Mankind
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.