7.0
- Band: CHAOSTAR
- Durata: 00:45:01
- Disponibile dal: 02/10/2000
- Etichetta:
- Holy Records
- Distributore: Edel
Septic Flesh,un Nome evocativo di un’arte dalle centinaia di sfumature e volti. Capolavori di death metal come ‘Mystic Places At Dawn’ ed il successivo ‘Esoptron’ sono stati solo i primi timidi passi verso le successive metamorfosi della band ellenica, dove convivevano echi della loro civiltà millenaria e morbosi riferimenti all’iconografia macabra,prima di trovare la consacrazione nel capolavoro ‘Ophidian Wheel’ ricco di influenze gothic e sinfoniche e l’eccelso esperimento fuori da ogni logica e tempo denominato ‘A Fallen Temple’,in cui Passato -Presente-Futuro tracciavano coordinate sonore di ogni sorta. Ed è esattamente da ‘A Fallen Temple’ che riparte il discorso di sperimentazione d’avanguardia sinfonica, congelatosi temporaneamente negli ultimi cibernetici Septic Flesh di ‘Revolution DNA’ – album che aveva visto la coppia Sotiris e Spiros intraprendere nuovi schemi di sperimentazione elettronica purtroppo non sempre con il successo ambito.E non è affatto un caso, quindi, se a a far parte del progetto Chaostar siano gli stessi musicisti presenti su ‘A Fallen Temple’, ossia oltre ai due founder members Spiros Antoniou e Sotiris Vayenas, la soprano Natalie Rassoulis ed il chitarrista Christos Antoniou, che in questo caso firma tutte le musiche e orchestrazioni di ‘Chaostar’, in quanto, a detta della stessa band, Chaostar va considerato come un progetto complementare ai Septic Flesh, che non vuole ne sostituirsi ne opporsi ad esso. Per descrivervi la musica che compone queste otto tracce di sublime malinconia astrale, dovrete porvi come riferimenti plausibili di ques’arte innanzitutto l’operetta tardo ottocentesca – che funge da perno di questo concept – la polifonia gregoriana,la musica da camera e per finire l’electro-goth che impreziosisce senza sfinire un’opera che con la musica metal, ma in generale con la musica moderna c’entra ben poco. A dire il vero, l’operetta che troviamo nei ‘Chaostar’ è di uno stile assolutamente moderno, a tratti accostabile al recital e la musica stessa in certi momenti assume le sembianze di una soundtrack per un film di alienante fantascienza ai confini dell’esistenza subhumana… Ma di legami con il ‘rock’ in sensu latu ve ne sono pochissimi: basti pensare che solo in due delle otto tracce di ‘Chaostar’ compare per qualche istante una drum machine elementare che sorregge un fraseggio vocale ripetuto all’infinito e che solo in un brano fa la sua comparsa un timido loop di chitarra metal… Inutile quindi fare considerazioni di sorta sulle capacità dei quattro musicisti nel ricreare un concept fantascientifico di ottima fattura,ed un’opera pseudoteatrale che sfiora a tratti la perfezione,e che avrebbe assunto a questo titolo se solo avesse saputo fare a meno di alcune soluzioni discutibili e forse di qualche passaggio esasperato all’invero simile… Forse l’eccessiva ambizione del quartetto in alcuni momenti fa perdere di vista le coordinate stesse del progetto Chaostar, ma questi sono solo dettagli ,in un lavoro che delizia,e merita di deliziarvi. Per chi desidera musica diversa, nuova, ma al tempo stesso con il morboso odore d’antico ovunque… Chaos!
