CHARUN – Mundus Cereris

Pubblicato il 11/05/2018 da
voto
7.0
  • Band: CHARUN
  • Durata: 42:20
  • Disponibile dal: 23/02/2018
  • Etichetta: Third I Rex
  • Distributore:

C’è voluto un po’ a masticare questo massiccio album di post-metal strumentale del quartetto degli Charun. L’album è stato registrato in Sardegna e masterizzato da James Plotkin, nome conosciuto per aver lavorato con Sunn O))), Isis e Amenra, tra i molti, e sembra che questo abbia contribuito a rendere “Mundus Cereris” un album dal sound prezioso, non scontato eppure fissato entro i canoni di quel post-metal atmosferico che fa capo a certi Russian Circles.  La potente “Malacoda”, dopo una pregevole introduzione rumoristica, si setta su quei dettami di genere, portati avanti in Italia da formazioni come Ornaments e Ufomammut, tra i moltissimi, riuscendo però a non sembrare mera fotocopia e anzi donando un’intrigante sonorità epica e magniloquente che sormonta di netto i pattern più massicci al di sotto della melodia di matrice post-rock. Il pantheon delle divinità etrusche è rintracciabile nella tracklist del lavoro, che si imposta come evocazione del rituale di comunione tra mondo dei vivi e mondo dei morti; l’atmosfera ricreata dai brani cerca di riproporre quella sorta di conflittualità – e di passaggio – tra oscurità e luce, anima e corpo, vita e morte legata indissolubilmente al cerimoniale etrusco. “Mae” è infatti un tassello emblematico per questo avvicendarsi di sonorità, di cui esaltante risulta il finale maestoso e ricco di pathos.  La maturazione della band rispetto al precedente “Stige” è notevole, riuscendo a pulire e arrotondare il proprio suono verso un’efficacia e una semplicità di ascolto che però va di pari passo con il grosso labor limae che cesella e smussa tutti gli angoli spigolosi del discorso musicale del quartetto e li porta ad una completezza e fluidità non indifferenti (il lavoro della coppia Olla/Marras in pezzi come “Laran” e “Menvra”). Altro ottimo passo per la band sarda, che può ben inserirsi nei più funzionanti apparati di quel post metal evocativo e atmosferico in terra italica, proprio narrando alcune delle sue origini fondanti. Sembra dunque ancora significativo il parere di Jacques Heurgon che scriveva: «È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana».

TRACKLIST

  1. Malacoda
  2. Mae
  3. Laran
  4. Nethuns
  5. Menvra
  6. Vanth
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.