CHRIS CATENA’S ROCK CITY TRIBE – Truth In Unity

Pubblicato il 22/09/2020 da
voto
7.5

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Chris Catena è un cantante attivo già da parecchi anni, con alle spalle un paio di album solisti ma anche tantissime collaborazioni, tra cui Pavic, Kee Marcello, Vitalij Kuprij, Mountain Of Power, Overdrive e Il Rovescio Della Medaglia. Questo suo nuovo progetto, per il quale è stato scelto il moniker Chris Catena’s Rock City Tribe, vede una line-up molto aperta, con la presenza di tantissimi ospiti della scena rock internazionale ed un cast praticamente stellare.
La maggior parte dei brani sono stati scritti da Chris (con spesso l’ausilio di Antonio Aronne o Francesco Marras) e da Janne Stark (talvolta a quattro mani con Peter Hermannsson), ma in un paio di casi i due hanno collaborato direttamente insieme. Al di là della presenza nella tracklist di una cover di Jack Bruce (“Theme For An Imaginary Western”), tra gli autori delle canzoni figura anche un personaggio come Kee Marcello (“Still A Fool”) e già questo può rendere l’idea del livello di questo disco, che vede ospiti, oltre allo stesso ex Europe, musicisti del calibro di Matt Starr (Mr.Big), Stevie Salas, Ron “Thal” Bumblefoot (Sons Of Apollo, Guns ‘n’ Roses, Asia), Paul Shortino, Neil Murray, Dizzy Reed (Guns ‘n’ Roses), Bobby Kimball (Toto), Tony Franklin, Carmine Appice, Ozz Fox (Stryper), Scotti Hill (Skid Row), James LoMenzo (White Lion, Megadeth), Stu Hamm, Tracii Guns (L.A.Guns), Brian Tichy (Velvet Revolver, Whitesnake), Doug Aldrich (Whitesnake, Dio, Lion), John Sloman (Uriah Heep, UFO), Pat Travers, ma l’elenco sarebbe parecchio più lungo e dovremmo dedicare troppo spazio solo per menzionare tutti. Parliamo però di nomi che hanno fatto, chi più chi meno, la storia del rock mondiale, ed è significativo che Chris Catena sia riuscito a coinvolgere così tante personalità, segno del rispetto e della stima che è riuscito a guadagnarsi nel corso degli anni. In effetti, è davvero un piacere ascoltarlo, sia in brani di robusto hard rock (tra le influenze citiamo ad esempio Whitesnake, Van Halen, Kiss, Europe) o di un rock dalle forti venature blues, soprattutto nella seconda metà del disco, talvolta con un sapore southern; con “My Angel” il cantante si cimenta invece in una sorta di power ballad, ma si assiste pure ad autentiche incursioni nel funky e nel r&b, come in “Freedom”, un brano particolare, che sembra quasi far incontrare i Bee Gees con gli Earth, Wind & Fire. Molto ben riusciti anche alcuni duetti dello stesso Chris, che sfoggia la sua ugola d’oro insieme a Paul Shortino (“The Trickster”), John Sloman (“Down In The Black”), Bobby Kimball (“The Seventh Son) e Peter Hermansson (“Livin’ Wreck”). Ci ha poi particolarmente colpiti la traccia finale, “Ridin’ The Freebird Highway”, che si protrae addirittura per oltre undici minuti, volando via senza quasi accorgersene.
Certo, bisogna pure ammettere che con un numero così ampio di collaborazioni, si fa talvolta un po’ fatica a tirare le fila di un disco dove ognuno dà il suo apporto, facendo congiungere così stili un po’ diversi, che si cerca di far convivere al meglio: non intendiamo dire che ci siano strane commistioni o contaminazioni stravaganti, però è evidente che ogni autore e ogni musicista faccia sentire la propria mano e più che l’album di un cantante solista, questa ‘Rock City Tribe’ appare quasi come una di quelle occasioni in cui musicisti di vari gruppi si riuniscono per una causa o per celebrare un tributo, finendo per spostare l’attenzione più sull’evento in sè e sulla partecipazione dei vari guest che non sulla musica effettivamente proposta. Ad ogni modo, su “Truth In Unity” ci sono tante buone canzoni ma, al di là di questo, è un disco semplicemente da ascoltare, possibilmente senza preconcetti e con una certa apertura mentale, dato che gli stili e le influenze spaziano tra diverse decadi. Probabilmente sarebbe stato per lo stesso Chris più semplice proporre un classico album hard rock, ma “Truth In Unity” è invece un autentico tripudio di suoni ed emozioni, che vanno a confluire in un disco che non mira a stupire o a inventare nulla, ma che rende sinceramente omaggio a chi ha saputo dar vita a questa musica autentica e genuina, portando avanti con passione la fiamma del rock ed è, altresì, un disco dedicato a chi, ancora oggi, dopo decenni di ascolti, riesce ad entusiasmarsi di fronte ad essa.

TRACKLIST

  1. Angel City
  2. The Trickster
  3. Down In The Black
  4. Motorcycle Killers
  5. The Seventh Son
  6. Get Ready
  7. My Angel
  8. Still A Fool
  9. Who Knew
  10. Livin' Wreck
  11. Round The Bend
  12. Fall Of Our Heroes
  13. Freedom
  14. Theme For An Imaginary Western (Jack Bruce cover)
  15. Ridin' The Freebird Highway
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