CHRONIC HATE – Dawn Of Fury

Pubblicato il 22/06/2012 da
voto
5.5
  • Band: CHRONIC HATE
  • Durata: 00:30:37
  • Disponibile dal: 25/04/2012
  • Etichetta: To React Records
  • Distributore: Andromeda

Diciamoci la verità: suonare death metal in Italia sta diventando sempre più difficile. La nostra penisola, infatti, negli ultimi anni ha sfornato un numero di band degne di nota davvero ragguardevole e questo, per forza di cose, fa innalzare l’asticella delle pretese degli appassionati del genere in questione. Ciò non significa che il nostro giudizio sia influenzato dal momento storico (un album, quando è bello, è senza tempo) ma probabilmente una release come questa dei Chronic Hate, in tempi di “magra” avrebbe rappresentato un’uscita quantomeno da prendere in considerazione per i deathster più incalliti e completisti. “Dawn Of Fury” è il disco d’esordio di questa band veneta, il quale esce sotto la To React Records dopo una serie di demo e EP che si sono susseguiti negli anni passati. La proposta musicale affonda le sue radici nella scena death metal made in USA, con nomi come Morbid Angel, Monstrosity e Immolation come principali e palesi influenze. E’ ovvio che, quando si suona un genere come questo, non ci si deve di certo aspettare innovazioni, novità o chissà quali acrobazie per sorprendere l’ascoltatore. Certo però che i Chronic Hate pare che abbiano come unico intento quello di pestare costantemente e con tutta la forza che possiedono il piede sull’acceleratore, lasciandolo andare soltanto durante qualche buon assolo, e mettendo in rilievo sì una buona capacità di esecuzione, ma un’ispirazione che, per contro, lascia un po’ a desiderare. I riff serrati, fitti e dissonanti sono, insieme ai blast beat, le soluzioni più usate di “Dawn Of Fury”, e il growling non si fa di certo notare per dinamismo o personalità, divenendo a tutti gli effetti una sorta di contorno (un po’ insapore per la verità) allo scheletro dei brani. La produzione è cruda e oscura: old-school direbbe qualcuno, casalinga direbbero i criticoni; di fatto, però, dobbiamo dire che quest’ultima non aiuta a rendere un minimo più piacevole l’ascolto del platter con – in particolare – un suono dei piatti a tratti al limite del fastidioso. Se dovessimo considerare come unici elementi di giudizio l’impegno e l’attitudine, probabilmente promuoveremmo i Chronic Hate, ma purtroppo, quando in un platter vengono a mancare un songwriting convincente e in grado di suscitare un qualche tipo di sentimento, il risultato finale non può nemmeno raggiungere la sufficienza.

TRACKLIST

  1. Senseless Reasonings
  2. SHC
  3. Bastard (de)Generation
  4. Automated to Death
  5. The Failure
  6. Authorized Suicide
  7. New Era Control
  8. You Must Pay
1 commento
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