CHRONOS ZERO – Hollowlands – The Tears Path: Chapter One

Pubblicato il 23/02/2016 da
voto
7.0
  • Band: CHRONOS ZERO
  • Durata: 00:52:20
  • Disponibile dal: 22/01/2016
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Una promessa mantenuta, quella dei Chronos Zero. Qualche anno fa infatti “A Prelude Into Emptiness”, debutto discografico della band cesenate e capitolo introduttivo della saga “The Tear Path”, ci aveva sicuramente interessato, grazie a una sua piuttosto inedita capacità di proporre in un unico piatto l’approccio ritmico dei Symphony X, le atmosfere barocche degli Adagio, nonchè la sinfonicità degli Epica e la di loro tendenza a frequenti scorribande nelle frange più estreme del metal. Una proposta ricca e sapida, che attendeva quindi solo una conferma sulla lunga distanza per poterci far riconoscere appieno l’effettivo valore della band romagnola. Conferma che ci arriva in questo inizio 2016 grazie appunto al qui presente nuovo capitolo della saga, questo “Hollowlands”, un full-length in grado sia di confermarci quanto di buono sentito sul debutto sia di spingere la loro già possente proposta musicale in direzioni ancora più estreme. E usiamo la parola ‘estremo’ nel senso vero del termine: non si parla di un progressive metal solo un po’ più duro o con vaghe influenze death o thrashy, stiamo proprio parlando di ritmiche e harsh vocals mutuate direttamente dalla scena death e oltre, che portano questo secondo capitolo a guardare quasi più verso alcuni Meshuggah piuttosto che ai Symphony X come avveniva magari su “A Prelude Into Nothingness”. Su “Hollowlands” diminuiscono infatti parecchio le influenze più melodiche e ‘classicheggianti’ che si trovavano su diversi passaggi del predecessore, sostituite da una deriva potente e aggressiva che rende l’ascolto da un lato più esaltante e imprevisto, ma dall’altro lo rende ancora più ostico rispetto al già poco fruibile esordio. La carta di presentazione dei Nostri è la cangiante “The Compression Of Time”, traccia sulla quale si osservano subito le caratteristiche appena descritte: introduzione con tastiere moderniste e scarne, appoggiate però al gonfio riffing del chitarrista Zavatta, sempre attestato su classico stile ‘a la Romeo’. Fin da subito si alternano vocals più melodiche, ad opera del valido Manenti, con le già citate parti urlate, andando a creare una contrapposizione interessante, che si completa poi con le più dolci linee femminili, eseguite su quest’album dalla brava new entry Margherita Leardini. Il resto dell’album si rivela piuttosto monolitico nel suo incedere: possiamo citare come tracce più interessanti la splendida “Near The Nightmare”, la variegata “Who Am I (Overcame By Blackwater Rain)” con le sue mille variazioni ritmiche, e la più orecchiabile “Ruins Of The Memories Of Fear”, dalle ottime e interessanti strofe. A conti fatti “Hollowlands” si rivela quindi di sicuro un ottimo prodotto, pienamente in grado come dicevamo di confermare quanto di buono sentito nel 2013, ma ancora manca di un soffio (il classico mezzo voto) per raggiungere la zona hot. I problemi principali risiedono ancora nella fruibilità e nell’eccessiva simiglianza tra le varie tracce. La scelta di estremizzare le parti già ruvide del proprio sound non sappiamo infatti se promuoverla del tutto: sicuramente ha contribuito all’attestazione della buona personalità dell’attuale quintetto, ma per contro non ha fatto niente per migliorare la semplicità d’ascolto, un punto questo su cui fin dall’esordio la band si era dimostrata carente. I complimenti però per questa interessantissima band e per questo ambizioso disco sono comunque d’obbligo da parte nostra, e non abbiamo problemi a farglieli.

TRACKLIST

  1. The Compression of Time
  2. Fracture
  3. Shattered
  4. On the Tears of Path
  5. Who Are You? (A Shape of Nothingness)
  6. Who Am I? (Overcame by Blackwater Rain)
  7. Ruins of the Memories of Fear
  8. Phalanx of Madness
  9. Oblivion Pt. 1 – The Underworld
  10. Oblivion Pt. 2 – The Trial of Maat
  11. Oblivion Pt. 3 – The Harp
  12. The Fall of the Balance
  13. Near the Nightmare
  14. From Chaos to Chaos
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