CHURCHBURN – Churchburn

Pubblicato il 16/05/2013 da
voto
7.0
  • Band: CHURCHBURN
  • Durata: 00:19:33
  • Disponibile dal: //2013
Streaming non ancora disponibile

EP d’esordio per i newyorkesi Churchburn: autoprodotto e autointitolato, questo lavoro esemplifica un efficace mescita di musica estrema tra black metal, doom e sludge, raccordati con oscura feralità da passaggi affini al death metal, sia al livello di riff che di ritmiche, non insolite a godere di qualche accelerazione in doppio pedale (non si parla, comunque, di trentaduesimi, se è questo che state pensando). I tre pezzi presenti mostrano tutti buone peculiarità, sia al livello di scrittura che di personalità, e hanno tutti un carattere che finisce per tornare, ovvero quello dell’ossessione, ottenuta non tanto indugiando su ritmiche troppo lente quanto per mezzo di una ripetizione quasi compulsiva di mantra chitarristici, volti a sconnettervi il cervello. Ovviamente ogni pezzo gode di qualche sua vitale particolarità: “Come Forth The Swarm” inizia con un’intro rumorista (che poi sarebbe l’accezione più sincera del cosidetto “industrial”) per trascinarsi grevemente su un riff insonnolito preludente ad un bel cambio di tempo, in cui il gruppo dà l’impressione di “risvegliarsi”, finché non esplode un’ariosa quanto inaspettata apertura melodica, che quasi lava il sudicio di tanta “presa a male”; ovviamente è un’esperienza limitata dal ritorno dei cattivi umori. Il secondo pezzo è la “scheggia” dell’album: tre minuti di personale rilettura degli Electric Wizard, contestualizzata nel mantra ossessivo cui accennavamo prima. L’EP termina con “Kneel Upon Charred Remnants”, il pezzo più strutturato (e allucinato) tra tutti: ad un primo movimento, lento e mortifero, segue una parte più sostenuta e addirittura più pachidermica coi suoi riff grevi ed oscillanti, capaci di rimbalzare tra poche essenziali permutazioni d’accenti e note, sui quali Dave Suzuki (sorpresa!) vomita ogni sorta di liquame vocale corrosivo. La chiusura, poi, introdotta da echi di chitarra acustica su virulente “pestature” di batteria e chitarra, s’affida a quella che è una vera e propria parte doom death metal: a questo punto siamo assolutamente curiosi di ascoltare un lavoro intero.

TRACKLIST

  1. Come Forth The Swarm
  2. Crown Of Fallen Kings
  3. Kneel Upon Charred Remnants
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