CIEMENTIFICIO – Marcia Marcia

Pubblicato il 13/11/2012 da
voto
8.0
  • Band: CIEMENTIFICIO
  • Durata: 00:51:10
  • Disponibile dal: 19/11/2012
  • Etichetta: Dysfunction records
  • Distributore:

Avevano esordito nel 2008 con le sei canzoni di “Rosso Sangue Bianco Ossa” probabilmente giusto per togliersi uno sfizio e poter suonare qualche volta nei pub del pescarese, la loro zona di provenienza. Devono averci preso gusto, gli abruzzesi Ciementificio (sì, con la “i”) e devono anche aver capito – dai tanti complimenti e dalle ottime recensioni ricevute – che potevano fare le cose in maniera più seria senza smarrire la goliardia che contraddistingue la loro proposta soprattutto sul versante testi. Il debutto ce li consegna in ottima forma, con un suono devastante (specialmente le chitarre, graffianti) frutto dell’ottima produzione e desiderosi di mostrare che quando ci si mettono non hanno niente da invidiare ai gruppi più blasonati. Il via alle danze è il primo “j’accuse” del disco, rivolto ai tronisti di qualche programma televisivo italiano, uno dei simboli della decadenza culturale di questo Paese. È qui che Bonasia, imponente cantante, modula la sua voce con tonalità più o meno aggressive a seconda dei passaggi. Il livello sale ancora con la successiva “Il Treno Della Morte”, forse ispirata da quei treni con cui quotidianamente i pendolari fanno i conti. Il brano è di ampio respiro, con parti più tirate e riff lunghi durante i ritornelli armoniosi. E infatti i quattro, devoti fan degli Slayer come pochi ce ne sono, amano molto la variazione continua, quel dispensare ora un riff abrasivo ora un arpeggio melodico. La scaletta propone composizioni dove la melodia prende il sopravvento anche alla voce (e qui Bonasia dimostra intonazione, altroché) come in “Rapimento Alieno” ma anche in “Maiala”, anthem melodico dove il testo – non proprio di quelli studiati e ragionati (“la coscia setosa, pelle sinuosa, con il sole caldo quanto suderai?”) – domina l’attenzione. Ma spendiamo qualche parola per gli episodi migliori, quelli dove i Ciementificio suonano duri e senza fronzoli: ecco allora la veloce “Pogo Alla Volta” ma soprattutto “Marcia Marcia”, capolavoro di riffing lento ma avvolgente, di parti strumentali corroborate da una batteria che si fa sentire prepotentemente e che sprinta nel finale. Qualche parola anche per “Io e Te Tre Metri Sotto Terra”, sorta di suite (undici minuti di durata!) dove i pescaresi si producono nella summa del repertorio, e quindi sfuriate, stacchi, stop-and-go, cori, ritornelli, parti acustiche, assoli di chitarra, debordante finale e un testo tutto da scoprire. Ma la doppietta conclusiva è da urlo: prima “I Love You Thrash Metal”, un atto d’amore quasi recitato verso il genere musicale più schietto e sincero, e qui i Ciementificio trascendono e per qualche minuto riescono a essere seri e a rendere omaggio alle band fondamentali del genere, e poi ecco “Tafferugli”, secondo “atto d’amore” verso il calcio (dopo “Delfino Borchiato” nel debutto) con una sfuriata che termina l’ascolto del disco in maniera roboante. “Marcia Marcia” è tante cose: sicuramente è un album di ottimo livello, meritevole di tutta l’attenzione dei thrasher; è inoltre un lavoro divertente, goliardico ma che per questo non merita neanche per un attimo di far derubricare i Ciementificio come band che suona per prendersi in giro. Sono anni che adoriamo complessi thrash metal che parlano di guerra, violenza e temi dal dubbio impatto sociale: adesso è tempo di esaltarsi anche per i Ciementificio, loro sì delatori dei difetti italici sotto forma di duro e sano thrash metal.

TRACKLIST

  1. Tronista Sei il Primo della Lista 03:22
  2. 2. Il Treno della Morte 03:53
  3. 3. Rapimento Alieno 04:42
  4. 4. Il Faraone Riccone 05:03
  5. 5. Maiala 05:05
  6. 6. Pogo alla Volta 03:37
  7. 7. Marcia Marcia 04:50
  8. 8. Io e Te Tre Metri Sotto Terra 11:28
  9. 9. I Love You Thrash Metal 05:39
  10. 10. Tafferugli
2 commenti
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