CIRCLE OF DEAD CHILDREN – Psalm Of The Grand Destroyer

Pubblicato il 07/08/2010 da
voto
6.0
  • Band: CIRCLE OF DEAD CHILDREN
  • Durata: 00:31:47
  • Disponibile dal: 08/06/2010
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

Avevamo lasciato i Circle Of Dead Children pochi anni orsono alle prese con l’EP “Zero Comfort Margin” e li ritroviamo oggi con il primo full length vero e proprio pubblicato dal lontano 2003. In “Psalms Of The Grand Destroyer” la band si cimenta ancora una volta con il death grind che ne ha sempre contraddistinto le mosse, anche se il riffone sabbathiano che apre l’iniziale “Avatar Of Innocence” poteva lasciare intravedere una certa aria di rinnovamento che invece non c’è stata. L’unica variante al sound tipico dei ragazzi è appunto una maggiore attenzione verso i rallentamenti ed i breakdown, che comunque erano presenti anche in passato. Il death grind dei nostri è decisamente canonico, i brani sono quasi tutti di breve durata ed il riffing che li guida è quasi sempre di matrice grind, salvo rari esempi quali “Earth And Lye” e “We Who Move With The Graven Worm”. Il singer Joe Horvath  utilizza tutte le soluzioni al proprio arco, alternando rari momenti di screaming con un assortito range di growl, fino ad arrivare al classico squirt pig growl. Il grosso problema dei Circle Of Dead Children è che le varie tracce non riescono ad essere efficaci e quindi colpiscono nel segno solo in rari casi. Se i ragazzi si avvicinano spesso al sound di Pig Destroyer e Cattle Decapitation, altrettanto non si può dire per la qualità intrinseca della loro proposta. Alcuni brani, quelli maggiormente legati al grind, sono obiettivamente ben riusciti, basti pensare alla reprise di “Ursa Major” o a “Jaracaca” e “Torches”, ma il grosso di “Psalms Of The Grand Destroyer” si limita ad essere suonato ed interpretato benino, senza avere solide basi compositive alle spalle. L’unica canzone che realmente si differenzia dal resto è “Germinate The Reaper Seed”, lungo episodio costruito su di un riffing mortifero che sfocia anche in lidi post-core e black, decisamente interessante. La produzione è piuttosto buona e l’artwork, al solito, ottimo. Tutto ciò ovviamente non salva i Circle Of Dead Children, che paiono avere tutti i mezzi per fare bene ed invece rimangono ostinatamente nella mediocrità del genere. Un vero e proprio rebus.

TRACKLIST

  1. Avatar Of Innocence
  2. Ursa Major (1998 Revisited)
  3. When Human Compost Stains All Earth And Repels The Sengers Of Love
  4. Chaos Crawls Back
  5. Earth And Lye
  6. We Who Move With The Graven Worms
  7. Bury The Ill Flock
  8. Refuse To Kill The Same Way Twice
  9. Obsidian Flakes
  10. Last Words And Warning Signs
  11. Jaracaca
  12. Torches
  13. Night Of Morbid Psycho
  14. Germinate The Reaper Seed
  15. Starve, Beg & Die a.k.a. Fuck You Kill Me
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