CIVIL WAR – Gods And Generals

Pubblicato il 10/06/2015 da
voto
7.0
  • Band: CIVIL WAR
  • Durata: 00:42:47
  • Disponibile dal: 08/05/2015
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Alle volte gli split tra band con un discreto successo finiscono per creare più opportunità di quante ne chiudano… con i Sabaton si può ben dire che le cose siano andate così. All’indomani dello split avvenuto nel 2012 dove i musicisti Sunden, Montelius, Myhr e Mullback si separarono dal cantante Broden e dal bassista Sundstrom, i sopracitati esuli non hanno perso tempo, fondando una sorta di gruppo-fotocopia dei Sabaton chiamato appunto Civil War.  Autori nel 2013 di un disco intitolato “The Killer Angels” i quattro non hanno fatto mistero della propria provenienza dalla più famosa band madre, e hanno mantenuto inalterato sia genere che direzione musicale, continuando peraltro a basare le proprie liriche sempre su temi inerenti le guerre, antiche o moderne che siano. Una sorta di Sabaton 2.0 a volere essere sintetici e forse un po’ approssimativi, però vi diciamo che con questo “Gods & Generals” è già più forte l’impressione che forse i Nostri potranno riuscire a tirarsi fuori dal solco fin troppo fondo dalla band precedente, trovando una personalità più definita. Sosteniamo questo basandoci proprio sulle queste dieci nuove canzoni, dieci brani che pescano sì dallo stesso genere dei Sabaton, che ne copiano magari anche l’approccio narrativo basato su fatti storici, ma che percorrono questi sentieri in maniera diversa, risultando più freschi rispetto all’esordio. La proposta di “Gods & General” è più elegante, più epica, e si pone in maniera vagamente antitetica a quell’approccio più bombastico e un po’ pacchiano che accompagna tuttora la musica degli ex compagni. Non a caso la partenza non è affidata ai mega cori di una “Night Witches”, ma piuttosto al raffinato e pomposo intro orchestrale di “War of The World”, brano heavy in cui vive più l’animo dei Virgin Steele che quello delle band power cui si fa di solito riferimento. “Bay Of Pigs” non fa niente per darci un impressione diversa, e ancora ci troviamo davanti a un pezzo cadenzato e costruito, la cui forza risiede più nella melodia e nel guitarwork piuttosto che nell’assassina potenza o velocità da brano power. Il pianoforte e le melodie di “Braveheart” rendono omaggio al citatissimo (almeno in campo metal) William Wallace, mantenendo alto il livello del lavoro ma purtroppo già la successiva “The Mad Piper” tradisce una piccola incertezza, risultando un po’ noiosa. “USS Monitor” riporta la proposta su lidi più frizzanti, che fanno da trampolino di lancio prima di altri due cadenzati, “Tears From The North” e “Admiral Over The Oceans”, che risultano però fatti davvero bene, trai brani che più abbiamo preferito del lotto. Il finale segue la linea generale del disco: heavy metal dalle buone melodie è quanto sentiamo nell’eroica “Back To Iwo Jima”, mentre la coralità magniloquente è il materiale di costruzione della semi ballad “The Schlinder’s Ark”, anch’essa davvero ben fatta. Con la titletrack a chiudere degnamente una scaletta fatta di pezzi generalmente molto buoni, ci accorgiamo quindi di quanto questi Civil War attuali risultino lontani dalla scomoda descrizione di ‘spin off’ dei Sabaton: certo, similitudini ce ne sono, però siamo rimasti stupiti di come il piglio dell’album ci sia risultato inatteso sia dal primo ascolto. Un applauso quindi ai Nostri, che non rinnegano il passato, non rinnegano se stessi, ma riescono comunque a lavorare in direzione di qualcosa di nuovo. Un risultato certo degno di nota.

TRACKLIST

  1. War Of The World
  2. Bay Of Pigs
  3. Braveheart
  4. The Mad Piper
  5. USS Monitor
  6. Tears From The North
  7. Admiral Over The Oceans
  8. Back To Iwo Jima
  9. Schlinder’s Ark
  10. Gods And Generals
1 commento
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