CIVIL WAR – The Last Full Measure

Pubblicato il 24/11/2016 da
voto
7.0
  • Band: CIVIL WAR
  • Durata: 00:56:38
  • Disponibile dal: 11/04/2016
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Continua imperterrita sulle svedesi strade di Falun la corsa – non sappiamo se illegale o meno – che mette a confronto i Civil War con i ben più noti Sabaton. Entità separate a partire dal 2012, allorché i due chitarristi, il tastierista e il batterista dei Sabaton abbandonarono appunto la loro vecchia band nelle mani guantate di Joakim Broden e del compagno Sundstrom, le due formazioni heavy sfornano infatti i rispettivi lavori a intervalli più o meno regolari di circa due anni, toccando il mercato tra l’altro spesso in momenti quasi contemporanei. E questo è proprio quanto è successo anche quest’autunno, col qui presente “The Last Full Measure” che segue di un solo mese l’uscita dell’ultimo lavoro di Broden e compagni “The Last Stand”. Impossibile, se non altro a livello di mera curiosità, non fare un paragone quindi tra questi due lavori, ma dobbiamo comunque cominciare questa analisi specificando subito che il cammino di queste due band si sta progressivamente allontanando. Con “The Last Full Measure”, infatti, ci troviamo tra le mani un prodotto epico ed elegante, ben diverso dal più tronfio e strombazzante lavoro dei Sabaton. Dove il gruppo di Broden rimane più esplosivo, più bombastico e ruffiano, i Civil War optano per la semplicità, al punto da apparire quasi scarni. Insomma, anche se la base di partenza rimane la stessa, ovvero un power metal tipicamente europeo appoggiato a tematiche belliche, con quest’ultima accoppiata di lavori siamo decisamente in presenza di prodotti dagli obbiettivi e punti di forza differenti. Come dicevamo eleganti e epici, i Civil War preferiscono ora prendere un minimo di distanza dal potente ritornellone e dal gonfio arrangiamento, affidandosi invece alla più sottile e ‘miagolante’ voce del singer Johansson per condire una serie di canzoni forse meno d’impatto, ma al contempo più variegate e istrioniche, dotate di una maggior personalità. Brani epici e diretti come l’opener “Road To Victory” o l’arrembante “Gladiator” ci parlano infatti di una band completamente a fuoco dal punto di vista della personalità, che non ha problemi a rielaborare l’abusata materia prima del power europeo in una forma più levigata e sinfonica, stancando probabilmente meno in fretta rispetto alla media delle bandicciole power che affollano attualmente il mercato. Oltre che sulla personalità, i Civil War dimostrano di aver lavorato anche molto sulla varietà stilistica: pezzi addirittura spiazzanti come può esserlo “Tombstone” – dall’andamento quasi swing – ce lo dimostrano ampiamente. Tra rocciosi passaggi heavy (“Deliverance”) e disimpegnate virate power (l’helloweeniana “America”), il disco scorre facilmente, inanellando brani uno dopo l’altro per fortuna tutti dotati di un proprio senso e di una propria personalità, lasciando così pochi o nessun filler (solo l’anonima “Savannah” ci ha in effetti colpito poco). Oramai lontani dal porto sicuro rappresentato dal sound dalla propria band madre (solo “A Tale That Should Never Be Told” copia ancora smaccatamente i Sabaton di “Carolus Rex”), i Civil War non avranno nemmeno stavolta registrato un capolavoro ma, come in una vera guerra, hanno almeno vinto la battaglia per l’indipendenza dal loro ingombrante passato. Tre album hanno partorito, e tre album, nel bene o nel male, abbiamo apprezzato. Di questo passo, forse, vinceranno anche la guerra.

TRACKLIST

  1. Road To Victory
  2. Deliverance
  3. Savannah
  4. Tombstone
  5. America
  6. A Tale That Should Never Be Told
  7. Gangs Of New York
  8. Gladiator
  9. People Of The Abyss
  10. The Last Full Measure
  11. Strike Hard Strike Sure
  12. Aftermath
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