CKY – Carver City

Pubblicato il 26/05/2009 da
voto
6.5
  • Band: CKY
  • Durata: 00:42:00
  • Disponibile dal: 15/05/2009
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Se fino ad oggi per voi la sigla CKY non rappresentava altro se non la storpiatura delle iniziali di un famoso stilista, non temete. Nonostante possa vantare una fan base solidissima oltreoceano, il nome dei Camp Kill Yourself (questo il reale significato dell’acronimo) non ha avuto fino ad oggi molta visibilità nel vecchio continente, se non forse tra gli appassionati di skate ed affini, i quali – oltre ad aver avuto modo di apprezzare le qualità dei nostri nelle soundtrack dei vari Jackass e Tony Hawk’s Pro Skater 3 – non avranno mancato di riconoscere nella figura del batterista Jess Margera il fratello del più famoso Bem, noto skater nonchè mattatore del già citato Jackass. Chi non avesse invece familiarità con half pipe e MTV, avrà presto modo di rifarsi, dato che, forti di un nuovo contratto con la Roadrunner, i nostri sono pronti a conquistare nuove legioni di fan con questo "Carver City", quarto disco della loro ormai decennale carriera. Peccato però che, superato l’entusiasmo iniziale dettato dalla sempre fascinosa cover di Travis Smith e dall’arrembante trittico posto apertura (nota di merito soprattutto per il primo singolo "Hellions on Parade" e per l’hard-rock frizzante di "Rats in the Infirmary"), il resto della tracklist si presenti più ostico all’ascolto, in virtù di una formula compositiva a suo modo originale – impresa non da poco, considerato che il genere di riferimento è rappresentato da quell’ibrido modern rock/nu-metal/post-grunge tanto in voga negli States – ma non sempre coinvolgente come ci si aspetterebbe, se non in qualche frangente in cui la premiata coppia Ginsburg/Miller torna a fare scintille ("A#1 Roller Rager"). L’impressione è dunque quella che il quartetto americano – forse intimorito dal nuovo deal con la Roadrunner – abbia voluto dare un’impronta più oscura e malinconica al proprio sound, perdendone così in immediatezza ma guadagnandone in credibilità: se avete imparato a conoscerli per il loro skate-metal degli esordi fareste quindi meglio a guardare altrove, ma se siete alla ricerca di un buon disco di alternative metal a stelle e strisce questo "Carver City" potrebbe viceversa fare al caso vostro.

TRACKLIST

  1. hellions On Parade
  2. ... and She Never Returned
  3. rats In The Infirmary
  4. imaginary Threats
  5. the Boardwalk Body
  6. plagued By Images
  7. karmaworks
  8. woe Is Me
  9. a#1 Roller Rager
  10. old Carver's Bones
  11. the Era Of An End
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