CLAWFINGER – Before We All Die

Pubblicato il 24/02/2026 da
voto
5.0
  • Band: CLAWFINGER
  • Durata: 00:40:43
  • Disponibile dal: 20/02/2026
  • Etichetta:
  • Perception

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I Clawfinger hanno avuto il loro bel momento nella prima fase della loro carriera, ormai trent’anni fa. Gli svedesi cavalcarono il tornado Rage Against The Machine proponendo un crossover metal rap di facile presa, con il debutto “Deaf Dumb Blind” (1993) che vendette veramente bene, e successivamente con alcune hit come “Do What I Say”, “Pin Me Down” e “Biggest & the Best”, capaci di donare al gruppo grande visibilità nel Vecchio Continente.
Con l’arrivo del nu metal il calo di popolarità fu evidente, tanto da condurre il gruppo verso un inesorabile scioglimento nel 2013. Ci furono diversi concerti in occasioni sparse prima della reunion ufficiale avvenuta nel 2017, poi alcuni singoli sparsi, fino alla firma con Perception Label e a questo ottavo disco in studio.

Ora non vogliamo essere impietosi, ma se la formula che qualche generoso nostalgico definisce pionieristica è stata messa alle corde ed è fondamentalmente scaduta agli inizi del nuovo millennio, immaginatevi come possano suonare i Clawfinger nel 2026. Certo, i Body Count, che sono nati e cresciuti insieme a loro, sanno ancora fare dischi notevoli, ma non dimentichiamo che al microfono c’è un certo Ice-T, semplicemente uno dei migliori emcees di tutti i tempi.
L’opener “Scum”, con i suoi rimandi ai White Zombie e il suo riffing rotondo, industrial e divertente ci ha quasi tratto in inganno, perché il resto del disco suona estremamente datato, elementare ed ingenuo, e se c’è da puntare il dito verso qualcuno non possiamo che farlo verso Zak Tell.
Se la parte musicale infatti è basilare e ripetitiva ma, nei suoi loop, può considerarsi adatta al lavoro – citiamo “Tear You Down” con una bella accoppiata riff/synth, “Going Down” con bel lavoro sulla sezione ritmica hip hop, i riff e gli scratch, “Kill The Dream” con parti elettroniche calzanti – le voci hanno una caratterialità completamente monocorde, spesso priva di variazioni dinamiche o di complessità ritmica: le barre sono enunciate con convinzione, ma mancano cambi di cadenza e di flow, facendo quasi fatica a portare a casa delle rime multisillabiche. Insomma, è esattamente come ci possiamo immaginare la prestazione di un cinquantacinquenne scandinavo brizzolato in pantaloncini e canottiera: ne avremmo fatto decisamente a meno.

Avete presenti gli spot pubblicitari con la strofetta rap, che erano già raccapriccianti nel 1992 come testimoniano i metallari Wayne e Garth nel film “Fusi di Testa”? Trentacinque anni dopo, ascoltando “Before We All Die”, abbiamo una reazione simile: si percepisce la volontà di fare un disco onesto, ma età anagrafica e limiti insormontabili suscitano solo un misto di pietà ed imbarazzo – e forse anche un po’ di voglia di prenderli in giro. Purtroppo per i Clawfinger, di cui potremmo anche riascoltare qualche vecchio brano, non c’è effetto nostalgia che tenga.

TRACKLIST

  1. Scum
  2. Ball & Chain
  3. Tear You Down
  4. Big Brother
  5. Linked Together
  6. A Perfect Day
  7. Going Down (Like Titanic)
  8. You Call Yourself a Teacher
  9. A Fucking Disgrace
  10. Kill The Dream
  11. Environmental Patients
  12. Before We All Die
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