7.0
- Band: CLOUD RAT
- Durata: 00:29:07
- Disponibile dal: 13/02/2013
- Etichetta:
- 7 Degrees Records
I Nasum eseguiti con il suono degli Entombed? Noi diciamo di sì! Eccovi espresso in maniera molto riduttiva ma del tutto indicativa il suono degli americani Cloud Rat. Adrian, Madison e Rorik saranno “solo” in tre, ma hanno palle formato pianeta, una rabbia incontenibile e un’attitudine al songwriting che mostra davvero poca timidezza o incertezza. I tre distruttori americani, guidati dalla sorprendente ugola della frontwoman Madison Marhsall, hanno infatti creato un disco completamente imbottito di rabbia, in cui lo spazio per respirare è praticamente nullo e in cui quello per soffocare è invece espanso ai massimi livelli, con un’ingegneria compositiva pregevole e una logica di fondo travolgente. Il suono rabbioso e oltranzista dei Cloud Rat si basa espressamente sulla trasmissione di tematiche prettamente inerenti alla sfera socio-culturale, soprattutto femminile, ma che va oltre: si parte dal femminismo radicale, appunto (tematica che sta evidentemente molto a cuore alla Marshall), e dall’emancipazione sessuale per poi arrivare a toccare le tematiche del veganismo, dell’ateismo, dell’ambientalismo radicale, dell’anarchia, dell’antifascismo, eccetera. Il tutto è ovviamente un “campo di studi” dai forti tratti rivoluzionari e riottosi per i tre grinder americani, e dunque la musica non può che scaturirne in maniera efferata e inarrestabile. Il grindcore dei Cloud Rat è tagliente, truce, roboante ma anche estremamente focalizzato. I tratti più caotici e insensati del grind sono levigati in un assalto sonico, conciso, nitido, compatto e dalle fortissime tinte hardcore. In parecchi frangenti i tre rimandano più ai Trap Them o ai The Secret che, per dire, ai Repulsion, ai Napalm Death o agli Anal Cunt. La proposta dei Nostri infatti pesca a piene mani dal buzzsaw sound degli Entombed, e poi ne fa un discorso più scarno, viscerale e concreto. Oltranzista, sprezzante, suppurante, dalle forti connotazioni socio-culturali e completamente intriso stilemi punk e hardcore. Svariate inoltre sono le volte in cui i tre si lasciano anche andare a momenti post-punk, con radure di riverberi e parti spoken word che tirano in ballo tanto i Cocteau Twins quanto i Bauhaus. Gli amanti di band harcore più heavy come i Trap Them appunto, i Tragedy o i Converge apprezzeranno forse un tantino di più dei fan del grind più metallico e integralista, ma qua di violenza e sprezzante potenza heavy ce n’è davvero per tutti. Ultima nota: chi ha apprezzato la potenza della sfera femminile usata come un’arma contundente nel mondo del metal, come accaduto nel caso degli Oathbreaker, deve assolutamente sentire questa band poiché, anche se a tratti più minimale ed essenziale, il discorso è il medesimo.
