COAL CHAMBER – Coal Chamber R R 25 Reissue

Pubblicato il 30/12/2005 da
voto
6.5
  • Band: COAL CHAMBER
  • Durata: 01:09:00
  • Disponibile dal: /12/2005
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Universal

E’ tempo di dare a Cesare ciò che è di Cesare, e di riconoscere che i Coal Chamber, una delle band più additate, bersagliate, schernite e massacrate della storia, hanno il loro perché, soprattutto nel contesto del loro debutto discografico. Già dagli esordi furono massacrati, colpevoli di essere i primi a proporre un sound vicino ai più simpatici Korn, e – maledizione – anche chi scrive a prima vista ha avuto questa sensazione. Ma ad un ascolto approfondito non può apparire più chiara tutta la malsana, caotica, schizzata malvagità dei quattro deviati. Una cosa mai sentita prima, una rabbia allucinata, claustrofobica, tormentata, viscerale, schizoide, fatta di spasmi violenti e ghigni satanici, sbilenca e adornata di furia cieca. Monte Conner (non l’ultimo fesso, se parliamo di musica) fiutò subito l’affare dinanzi al demo passatogli da Dino Cazares e Ross Robinson: da lì il successo, costellato da un turbinio di liti, incomprensioni, scioglimenti e dischi incerti. Nel debutto risiede tutta la furia e l’angoscia basilare che rappresenta i Coal Chamber, e rappresenta anche una buonissima fetta di quello che è stato il fenomeno nu metal, senza le deviazioni dark e le incertezze dei dischi successivi. Clownesco, esagerato, pacchiano: tutto verissimo, tanto da dare fastidio a prima vista a praticamente tutti coloro che li inserivano nel metal, ma in seguito si è visto di peggio. Musicalmente povero? Non si può negare nemmeno quello, i Chamber erano talmente strafatti che era già un miracolo suonassero un intero concerto in bilico tra alcolici, ego e pilloline colorate… Ma la forza risiede proprio in quella malata, esagerata, elementare schizofrenia, fatta di sfuriate elettriche, riff sinistri e sbilenchi e filastrocche grottesche. Inutile citare “Loco”, “Sway”, “Big Truck”, “Clock”, “I”, “Pig”… o li si ama o li si odia visceralmente per la loro natura estrema, pacchiana e anticonformista: ma non erano questi i pregi del rock? I maligni aggiungeranno che il gruppo è nato e morto con la moda del nu metal, che ha pagato per suonare all’Ozzfest ogni anno e chissà quante altre amenità, ma coloro che assistettero al Gods of Metal nel 1998 ammetteranno che dal vivo lo show era una bella manata (si aspettava il linciaggio, mentre molti apprezzarono anche). L’edizione extralusso del 25esimo anniversario Roadrunner è una ghiotta occasione per riscoprire il gruppo e tappare un buco nella vostra discografia. La confezione consiste in un digipack ben fatto con un booklet plastificato eccellente, con commenti sulla storia della band e curiosità dalle parole di componenti del gruppo, produttori e casa discografica. Le bonus track non sono di certo indispensabili, a parte una “Headstones And The Walking Dead” abbastanza insipida come inedito, si tratta per lo più di remix o demo version, compresa la demo di “Loco” che valse il contratto al gruppo. Il DVD contiene due concerti, uno al Maritime Hall di San Francisco datato 1999 e uno al mitico Whiskey a Go Go di Los Angeles del 1996, entrambi chicche interessantissime per gli appassionati, dalla qualità insulsa ma che catturano tutta l’energia che il gruppo era capace di trasmettere. Ora odiateli!

P.S.: il voto sottostante è quello della reissue, all’album in sè aggiungete almeno un punto!

TRACKLIST

  1. Loco
  2. Bradley
  3. Oddity
  4. Unspoiled
  5. Big Truck
  6. Sway
  7. First
  8. Maricon Puto
  9. I
  10. Clock
  11. My Frustration
  12. Amir Of The Desert
  13. Dreamtime
  14. Pig
  15. Headstones And The Walking Dead
  16. Big Truck (Hand-On-Wheel Mix)
  17. Pig (demo)
  18. Sway (demo)
  19. Unspoiled (demo)
  20. Loco (demo)
  21. Live concert recordings (dvd)
  22. "Loco" (video) (dvd)
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