7.0
- Band: COBALT
- Durata: 00:39:55
- Disponibile dal: 28/04/2005
- Etichetta:
- Displeased
- Distributore: Masterpiece
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Giungono all’esordio discografico gli statunitensi Cobalt,agguerrito duo proveniente dal Colorado e dedito ad un black/thrashfortemente debitore della scena war metal canadese e australiana: labio rilasciata dalla Displeased a tal proposito parla di Deströyer666 eAbominator: in realtà, mentre il paragone con i primi è azzeccatissimo,i secondi non c’entrano poi molto con il sound dei Cobalt, in quantomaggiormente orientati verso un brutal grind confusionario e quasicacofonico. Un altro paragone piuttosto calzante è quello con i GospelOf The Horns, non molto conosciuti qui in Italia (vennero di supportoai Dismember un paio d’anni fa) ma band di culto in Australia, loroterra natale. Tornando ai Cobalt e a questo “War Metal”, spicca subitola produzione, potentissima e non eccessivamente pompata, per mantenerequell’atmosfera true che non può che esaltare le composizioni che, comeben si può immaginare, sono tutte tirate fino allo spasimo, con unchitarrismo buono, ma mai eccessivamente convincente, costantementevotato al black metal e che in quasi tutte le song emana un primordialefeeling punk che rimanda agli albori del thrash metal. Le ritmiche sonosempre furiose, con una batteria che non molla un secondo, tenendotempi indiavolati e che risulta assolutamente coinvolgente.Oggettivamente non è dato di sapere se il basso sia presente, in quantonon si sente in nessuna traccia. Tutte le sette tracce sono lanciate sutempi elevatissimi, con pochissimi rallentamenti, tra i quali vannosegnalati quelli nell’iniziale “Hammerlight” e in “Empire Of The Moth”,splendidi e arpeggiati, che danno ariosità alle song e in “Summoning OfNapalm Mists”, di breve durata e comunque con un flavour black che nonviene mai meno. La performance del singer, sempre e comunqueblackeggiante, è buona, seppur piuttosto monocorde, ma forse il fascinodi un certo tipo di musica sta proprio nel rimanere sempre simile a sestessa, senza apportare stravolgimenti o innovazioni particolari. Daquesto punto di vista i Cobalt centrano l’obiettivo, risultando di unacoerenza invidiabile nei confronti della scena di cui fanno parte. Sesiete amanti del war metal canadese e australiano, al quale i Cobaltrendono omaggio sin dal titolo, non fatevi sfuggire questo album; pergli altri è una buona occasione per scoprire una band tra le piùviolente e sincere del metallo estremo (insieme ai Deströyer666).
