7.5
- Band: COFFINWORM
- Durata: 00:39:36
- Disponibile dal: 18/03/2014
- Etichetta:
- Profound Lore
Chi ama la vita, la natura, il mondo, gli uomini e l’esistenza in generale, non può e non deve assolutamente avvicinarsi a questo album. Parliamo infatti del lavoro perverso, misantropo e sociopatico di una delle band più imbestialite, belluine, ferali, luride e sprezzanti mai esistite. La musica dei Coffinworm ha il suono di un serial killer che prima vi ammazza senza motivo, poi vi smembra e infine fa scempio delle vostri carni per puro diletto personale, sghignazzando, ridendosela, insultando voi, la vostra famiglia e tutta la vostra esistenza mentre vi divora vivi. E’ davvero una cosa avvilente e deprimente ascoltare questa band. Ogni riff sembra una coltellata, ogni lirica un insulto all’umanità, ogni battito della sezione ritmica una martellata sul cranio. Non ci sono parole per descrivere la totale inumanità di questa band. I Nostri seguono ogni traiettoria deviata possibile: saltano dal black metal, al crust, allo sludge al doom come se nulla fosse, esplorando con disinvoltura gli angoli più avvilenti e inquietanti dell’estremo e della perversione (anti)umana e distillandone poi in ogni passaggio il male primario, sintetizzandolo ed elaborandolo poi una moltiplicazione esponenziale dello stesso davvero raccapricciante, come se la band volesse dar vita allo schifo sonoro più abominevole che sia in grado di concepire. Si passa con disinvoltura dai Darkthrone ai Mayhem regressissimi di “Deathcrush” alle fogne sataniste dei Beherit, sorvolando ampiamente le paludi malsane e caustiche degli Eyehategod, le solfatare dei Today is the Day, degli Iron Monkey e Buzzoven, per poi ripiombare negli incubi moderni e ben più elaborati di band come i Laudanum, gli Indian, i Lord Mantis, e di tutto quel doom estremo più sprezzante e iniettato di odio che ci sia. Un songwriting stellare, dei riff da incorniciare (non privi di dissonanze, soundscaping e partiture ambientali degne del miglior post-rock) e un’attitudine totalmente sociopatica e borderline presa in prestito direttamente dal punk fanno il resto, regalando ai Conffinworm il secondo centro consecutivo della loro carriera ormai lanciatissima e materializzando un disco la cui grandezza formale e qualità sostanziale sono superati solo dalla pazzia omicida e ultra misantropica che lo permea. Bomba totale, e soprattutto, LETALE.
