COILGUNS – Commuters

Pubblicato il 01/03/2013 da
voto
7.0
  • Band: COILGUNS
  • Durata: 00:49:51
  • Disponibile dal: 25/02/2013
  • Etichetta: Pelagic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Un teatrino confusionario e minimale, quello che si impongono di mettere in piedi Luc Hess e Louis Jucker dei The Ocean con i loro nuovissimi Coilguns, band che abbiamo già avuto il piacere di conoscere con una serie di split ed EP susseguitisi a velocità fulminante l’uno dietro l’altro nel corso del 2012. Li vediamo finalmente su un vero e proprio studio album con “Commuters”, un disco che promette di far innervosire l’ascoltatore fin dalle prime battute, provocando un senso di disagio cronico e mentale con le due parti di una titletrack prima furiosa e poi claustrofobica, in perfetta linea con il materiale di “Stadia Rods”. In effetti gli svizzeri non sembrano contrari a mantenere le promesse: il disco affonda le proprie radici meccaniche in un apparato mathcore che più math non si può, con i suoi cambi di tempo pazzeschi e con un uso delle chitarre fastidioso e stordente, dando ampia importanza alle lunghe divagazioni industriali e ai deliri magmatici di un apparato musicale devoto ai Converge più di chiunque altro. Per certi versi, il qui presente esordio potrebbe essere considerato come una versione allungata delle precedenti finalizzazioni della band, non sviluppate e arricchite come ci aspettavamo ma impiantate semplicemente in nuove vesti di dimensioni più sostenute, pur belle e curate che siano, un aspetto che influenza in parte il giudizio di un lavoro che poteva dare sicuramente in più in termini di novità. Detto questo, la legge principale che vige in casa Coilguns è quella dello sfogo istintivo, ovvero registrare materiale di getto e in fretta e furia non appena la lampadina si accende nella mente dei suoi due mastermind. Ecco dunque che “Commuters” non deve essere assolutamente un disco da passare inosservato per i ricercatori di nevrosi musicale o di deliri sonori scomodissimi: campo libero dall’anarchia sonora, menefreghismo totale verso schemi prestabiliti e concentrazione su quelli che sono i propri istinti primordiali tradotti in musica. Qui non c’è spazio per la quiete, non lo troverete tra queste mura e probabilmente non lo troverete mai in nessuna di quelle che ergeranno in futuro i Nostri, solide mura fatte d’acciaio inossidabile entro le quali una musica poco piacevole rimbomberà fino a portarvi al delirio. Piace la furia ferale di “Submarine Warfare Anthem” e piace l’attacco slayeriano di “Minkowski Manhattan Distance”, pezzo che evolve poi in un delirante connubio di aggressivi stati d’animo; che dire poi del lungo crescendo rumoroso di “Earthians”, dove una sezione ritmica brillante traduce in poco meno di nove minuti tutto ciò che rappresenta la musica del gruppo? Come accennato, ci aspettavamo un ulteriore passo avanti verso una personalità da rendere inconfondibile, ciò nonostante i Coilguns si rivelano abili plasmatori di sonorità propense al caos, finendo per far passare in secondo piano questo tipo di dettagli. Sconsigliato l’ascolto dopo una giornata di lavoro particolarmente stancante, potreste odiarli.

TRACKLIST

  1. Commuters Part 1
  2. Commuters Part 2
  3. Hypnograms
  4. Machines Of Sleep
  5. Plug-in Citizens
  6. Submarine Warfare Anthem
  7. Minkowski Manhattan Distance
  8. Blunderbuss Committee
  9. 21 Almonds A Day
  10. Flippists / Privateers
  11. Earthians
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