COLD – The Things We Can’t Stop

Pubblicato il 06/09/2019 da
voto
7.0
  • Band: COLD
  • Durata: 00:42:30
  • Disponibile dal: 13/09/2019
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Nell’ondata nu-metal che dominava le classifiche vent’anni fa, i Cold erano riusciti a ritagliarsi un posto d’onore tra i rappresentanti di seconda/terza fascia  grazie a lavori come “13 Ways To Bleed On Stage” e “Year Of The Spider”, tra i migliori esempi della contaminazione nu/post-grunge promossa da Fred Durst. Dopo il transitorio “A Different Kind Of Pain” – uscito senza troppi clamori nel 2005 e segnato dalla sofferenza del leader Scooter Ward, oltre che dagli stravolgimenti di line-up – si erano perse le loro notizie fino al 2011, anno in cui vide la luce l’album di reunion (“Superfiction”), destinato però a restare a lungo senza un seguito. Se infatti la firma con la Napalm (ormai divenuta ufficialmente la casa di riposo per i nu-pensionati) risale al 2015, ci sono voluti altri quattro anni per completare il sesto tassello di una discografia sempre più sofferta, sotto tutti i punti di vista. Chi avesse ancora in mente l’airplay radiofonico di “Just Got Wicked” o “Stupid Girl” si troverà un po’ spiazzato al primo ascolto di “The Things We Can’t Stop”, comeback carico di malinconia e decisamente meno immediato rispetto ai suoi predecessori, a partire dal primo singolo “Shine”. Superato lo sconcerto iniziale, bisogna riconoscere che il nuovo corso della band di Jacksonville, ripulita della produzione patinata e con la maturità dei cinquant’anni, mette a nudo quello che probabilmente è sempre stata la vera anima sofferta di Scooter Ward, ormai più attratto da pianoforte e chitarre acustiche che da chitarroni ribassati e bassi slappati. Se pur stilisticamente più accostabili a The Cure e The National che a Korn e Deftones, canzoni come “Snowblind” (annunciata come ghost track già all’epoca del precedente disco), “Better Human” o “Quiet Now” (per tacere della riuscitissima cover di “Run” degli Snow Patrol) sanno toccare le corde giuste dell’anima, mentre un minimo di varietà è garantita dalle più ritmate “Better Human” e “Without You” (la più simile al vecchio materiale) o dalle ancor più delicate “Beautiful Lie” e “We All Love”. Il ritorno del ragno dopo di otto anni di assenza è illuminato più dalle candele  che dalle luci stroboscopiche, ma tutto sommato va benissimo così.

TRACKLIST

  1. Intro”
  2. Shine”
  3. Snowblind
  4. The Devil We Know
  5. Run (Snow Patrol cover)
  6. Better Human
  7. Without You
  8. Quiet Now
  9. The One That Got Away
  10. Systems Fail
  11. Beautiful Life
  12. We All Love
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