COLDCELL – The Greater Evil

Pubblicato il 29/05/2021 da
voto
7.5
  • Band: COLDCELL
  • Durata: 00:48:56
  • Disponibile dal: 23/04/2021
  • Etichetta:
  • Les Acteurs De L'Ombre Productions

Spotify:

Apple Music:

Quarto colpo e quarto centro per gli svizzeri Coldcell. “The Greater Evil” mostra, ancora una volta, un passo avanti nel sound della band di Basilea: il loro black metal è un sapiente miscuglio di old-school e sonorità più moderne in grado di arricchire e rendere ancora più glaciale e terrificante il genere. Già dall’opener “Scapegoat Season” ravvisiamo un’atmosfera inquietante e vagamente malata, aspetto rinvigorito dall’arpeggio dissonante che apre la successiva “Those”. I Coldcell alzano (ogni tanto) il piede dall’acceleratore e preferiscono costruire panorami sonori atti a raggelare l’ascoltatore; dove non colpiscono con brutalità, lacerano con sottili e taglienti melodie che intuiamo spesso in secondo piano. L’intreccio delle chitarre di Ath e DmL lascia spesso spiazzati, andando a toccare lembi di carne scoperti e sorridendo con sadismo. Quando, poi, incalza la velocità più estrema, sorretta dalle ritmiche mostruose di aW e In, ecco che gli elvetici dimostrano ancora una volta la potenza infernale che sono in grado di scatenare. Ma è proprio il suo saperla tenere a bada a creare una tensione unica, un sound fatto di ‘piano’ e ‘forte’ che ci lascia senza tregua, ci spiazza continuamente, giocando con la nostra sanità mentale, fino a rilasciare l’attacco finale. L’utilizzo di campionamenti è ben dosato ed accresce il senso di odio misto a disperazione, interpretato in modo perfetto dallo scream di di S (l’urlo “Neverending Fire” all’inizio di “Open Sound” è un esempio perfetto di come il cantante sappia interpretare e darci una chiave di lettura di tutta la canzone). “The Greater Evil” è (come tutti i dischi di un certo livello) un lavoro stratificato, fatto di livelli che si sommano e si elevano l’un l’altro: al primo ascolto pensiamo di comprendere la struttura dei pezzi, assorbiamo le sensazioni e sappiamo cosa attenderci. Ma è con gli ascolti successivi che l’album cresce esponenzialmente, rivelandoci – con ogni finezza nascosta – nuove raggelanti emozioni, da quelle più disturbanti e malate (“Greatest Of All Species”), a quelle più allucinate e perverse (“Back Into The Ocean” o “Scapegoat Season”). “No Escape”, oltre a chiudere il disco, appare una terrificante promessa che racchiude tutto quanto sentito nei quaranta minuti precedenti, chiosando il finale di “The Greatest Evil” con la stessa folle voce pulita che lo ha aperto. Un album raggelante, che rappresenta l’inquietudine e la paura: è il buio oltre l’ultima luce, la forra in cui temiamo di precipitare ma che, allo stesso tempo, ci attira inesorabile e suadente. Forse un disco non per tutti, sicuramente un sound che potrebbe far storcere il naso ai blackster più oltranzisti, ma che racchiude benissimo l’essenza e lo spirito del black metal.

TRACKLIST

  1. Scapegoat Season
  2. Those
  3. Open Wound
  4. Arnoured In Pride
  5. Greatest Of All Species
  6. Back Into The Ocean
  7. No Escape
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.