7.0
- Band: COLDWORKER
- Durata: 00:39:00
- Disponibile dal: 19/05/2008
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Masterpiece
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E’ passato un anno e mezzo dall pubblicazione del debut album dei Coldworker e ora la band guidata da Anders Jakobsson, ex batterista dei Nasum, torna puntuale con il suo secondo full-length. All’epoca della recensione di “The Contaminated Void” ci eravamo augurati che il quintetto trovasse a breve uno stile più compatto con cui esprimersi, perchè quel disco sembrava a tutti gli effetti il parto di cinque menti diverse, trovatesi a collaborare in sala prove solo da poche settimane. Fortunatamente, “Rotting Paradise” in questo senso palesa un passo in avanti piuttosto grosso, visto che ci offre una tracklist più curata e compatta, incentrata quasi esclusivamente su un’unica formula, ovvero una rivisitazione in chiave parzialmente moderna di quel sano old school death metal svedese che oggi sembra proprio essere tornato ai fasti di un tempo. Non esiste un brano più adatto dell’ottimo “Paradox Lost” per farsi un’idea della proposta attuale dei Coldworker: la furia e la velocità dei Vomitory, il tocco old school e le velate melodie dei Dismember e la forza scardinatrice e il groove dei recenti Rotten Sound! Davvero un gran pezzo, sicuramente il migliore del platter assieme a “Citizens of the Cyclopean Maze”, “Seizures” e “I Am The Doorway”. Peccato che il resto non sia altrettanto memorabile ed efficace, ma, ad eccezione di un paio di tracce un po’ troppo scontate, si rimane comunque su livelli qualitativi più che buoni… di certo superiori a quelli su cui si assestava buona parte dei pezzi del debut. Insomma, Anders Jakobsson e compagni hanno imboccato la strada giusta con questo “Rotting Paradise”: il cammino verso i piani alti del genere è appena iniziato, ma il rischio di finire nel dimenticatoio dopo appena un disco è stato fortunatamente evitato. Ora avanti così.
